Un artigiano tenace, un imprenditore lungimirante. È la storia di Primo Slaviero, un uomo che si è fatto da solo con la fatica e la tenacia di chi è nato in una terra che è sempre stata avara nell’offrire occasioni di lavoro.

In Polesine o lavoravi la terra o ti inventavi un mestiere e Primo Slaviero di voglia di lavorare e di fantasia e di intelligenza ne aveva, e anche molta. Nato nel 1939, primo di una nidiata di fratelli e sorelle, il vissuto ne ha segnato profondamente il carattere, ma lo ha spronato a definire la sua vita futura con lungimiranza, fino a farlo diventare un artigiano molto apprezzato e i suoi meriti riconosciuti non solo dalla sua associazione, la Cna, ma anche dalle istituzioni.

Partiamo dagli anni ’50 per raccontare la vita di Primo, che dopo la parentesi scolastica, a 16 anni, trova lavoro nella fabbrica Tosi, a quei tempi un’azienda all’avanguardia nel settore della costruzione di mobili di arredo. La precisione, l’impegno, la disponibilità con cui si approccia al lavoro, lo fanno diventare una figura di rilievo e conseguentemente gli vengono affidati, anche se molto giovane, il controllo, la responsabilità gestionale del reparto spedizioni.

Un compito che assolve con attenzione e forte senso di responsabilità, ma un pizzico di attenzione lo trova anche per Danilla. Sì, perché nei momenti di stacco dal lavoro, a pranzo, nella trattoria che ora non esiste più ma che era di fronte all’azienda, nell’attuale area Tosi, incontra questa ragazza, una donna speciale che diventerà sua moglie e gli darà tre figli: Marina, Loris, Katia. Una donna, Danilla, all’apparenza delicata, ma che nasconde un carattere volitivo, una bella e forte spalla su cui Primo fa affidamento, sempre e per qualsiasi motivo. Giovanissima lo sostiene anche quando Primo viene licenziato nel 1965 dall’azienda perché aveva osato fare sciopero, ma soprattutto non si era piegato a chiedere scusa.

E questo la dice lunga sul carattere di Primo: non si demoralizza, anzi trasforma questo evento in una occasione, quella di mettersi in proprio facendo società con il figlio di uno dei fondatori della Cna, Angelo Zambon.

Dopo 10 anni di lavoro insieme, sciolta la società nel 1975, continua individualmente e nel contempo si avvicina alla Cna, che allora vedeva Adriano Buoso nelle vesti di direttore, e accetta i primi incarichi sindacali e rappresentativi per il proprio settore legno.

Nel 1985, diventato presidente provinciale della Fnala (Federazione nazionale artigiani legno arredamento), organizza con successo e riconoscimenti la prima mostra di Legnovivo, che avrà seguito fino al 1999 allestita nello spazio antistante la chiesa della Rotonda a Rovigo e poi, nel 2000, al Censer.

Le proposte sempre innovative che Primo Slaviero sottopone alla Cna lo rendono meritevole di riconoscimenti fino ad essere eletto alla carica di presidente provinciale dal 1985 al 2000 per la categoria del Legno arredamento, ma anche in contemporanea presidente regionale per il Veneto.

Ma l’attività di Primo non è circoscritta alla sola rappresentanza sindacale, va ben oltre: per il suo impegno, per la sua competenza, viene chiamato a far parte delle commissioni per la strutturazione e l’analisi degli studi di settore.

Professionalità e precisione sono le direttrici su cui si è sempre mosso Primo Slaviero, consentendogli di lavorare con soddisfazioni e permettendogli di scegliere lui stesso la propria clientela e «facendosi scegliere», come ci tiene a precisare, affidandosi esclusivamente al passaparola. E così che arrivano anche lavori commissionati da architetti e da altri professionisti, tant’è che orgogliosamente dice che i suoi clienti si vantano ancora oggi di aver in casa uno dei suoi «pezzi». Lavora il noce, il frassino, l’olmo, il rovere, e altre essenze per costruire armadi, porte, cucine, soggiorni, e altri mobili tutti su misura, come se fossero essenze con un’anima, senza segreti e in continuo dialogo con le sue mani e la sua mente. Per lui arrivano tanti riconoscimenti di prestigio.

Al momento di andare in pensione Primo ha dispensato le sue energie a favore dei soci Cna Pensionati rivestendo la carica di presidente provinciale dal 2007 fino al 2015 organizzando incontri su temi vari riguardanti la terza età.

Durante i suoi mandati si è speso per lo sviluppo di progetti digitali per la terza età e per lo “scambio di saperi”, un’iniziativa volta ad avvicinare gli ex imprenditori artigiani e gli studenti per favorire il passaggio di competenze verso il mondo del lavoro. È stato eletto anche alla carica di vicepresidente regionale di Cna Pensionati del Veneto e ha anche coordinato l’attività provinciale e regionale del Cupla, ricoprendo ruoli di vertice nelle rappresentanze sindacali dei pensionati polesani. Vita intensa quella di Primo, un punto di riferimento ancora oggi per la Cna Pensionati di Rovigo.