di
Davide Stoppini

L’ad dell’Atalanta litiga nei parcheggi dell’Olimpico con il suo ex dirigente, intervengono le forze dell’ordine. La Roma: «Atto inaccettabile». La replica della società bergamasca: «Pronti ad ogni confronto»

Roma-Atalanta non è finita in campo, con l’espulsione di Gaetano a gara conclusa e le proteste della squadra di Sarri per un recupero troppo corto concesso dall’arbitro. L’Olimpico e i suoi dintorni sarebbero stato il teatro di un’aggressione verbale dell’amministratore delegato dell’Atalanta, Luca Percassi, nei confronti del direttore sportivo della Roma Tony D’Amico, ex dirigente proprio dei nerazzurri con Percassi. 

La fine del rapporto tra i due non è stata idilliaca, la scorsa primavera, con l’Atalanta che pur avendo ingaggiato Giuntoli non ha liberato subito il dirigente per la firma con la Roma. Il passato evidentemente sarebbe stato alla base dello scontro di ieri: Percassi avrebbe insultato pesantemente D’Amico dopo la partita. Quest’ultimo avrebbe evitato ogni reazione, provando ad allontanarsi. Ha quindi lasciato lo stadio e si è diretto verso la zona dei parcheggi. Ma anche lì è stato raggiunto da Percassi, che a quel punto avrebbe ripreso l’aggressione verbale, tanto che si è reso necessario l’intervento degli steward prima e delle forze dell’ordine poi. 



















































Con un comunicato la Roma si è schierata al fianco di D’Amico, riservandosi successive azioni: «Il club ritiene inaccettabile il comportamento tenuto dall’amministratore delegato dell’Atalanta, Luca Percassi – si legge nella nota – nei confronti di un proprio dirigente e sottolinea la correttezza dimostrata da D’Amico, che ha evitato qualsiasi reazione. As Roma sottoporrà l’accaduto agli organi competenti della giustizia sportiva per le opportune valutazioni».

Non tarda la replica del club bergamasco che inizialmente aveva ridimensionato il tutto a un semplice diverbio come ce ne possono esser tanti, salvo poi dirsi «pronta a respingere con fermezza le valutazioni espresse dalla Roma» e aggiungendo di «volersi sottoporre a ogni necessario confronto con gli organi della giustizia sportiva, al fine di verificare le circostanze richiamate». E così tutte le dichiarazioni sono finite sul tavolo della procura federale guidata da Giuseppe Chinè che le sta studiando in attesa di capire se si potrà aprire o meno un fascicolo. 

6 settembre 2026 ( modifica il 6 settembre 2026 | 19:33)