di
Marianna Peluso

I trevigiani Genovese e Camarin girano per i circuiti internazionali vestiti come i due ex campioni. «Anche i calzini che indossiamo sono uguali ai loro». Ai due si sono uniti i sosia di Sinner e Alcaraz. Ora l’invito all’Atp di Tokyo

All’inizio pensavano che fossero due tra i tanti che volevano una foto. Perché a maggio, agli Internazionali di Roma, Fabrizio Genovese e Andrea Camarin, interpreti rispettivamente di Bjorn Borg e John McEnroe, venivano fermati di continuo: racchette di legno, fasce tra i capelli, completi Anni Settanta e Ottanta e una popolarità ormai consolidata anche attraverso la pagina Instagram @borgmcenroe. «A un certo punto si avvicinano due signori asiatici, in mezzo alla gente che voleva scattarsi una foto con noi – racconta Genovese –. Uno ci dice che potremmo andare al torneo di Tokyo. Noi gli rispondiamo: “Certo, noi andiamo dappertutto, magari un giorno veniamo anche lì”. Poi si presenta: “Sono il direttore del torneo, volevo invitarvi”». La proposta, quindi, era vera.

Dal 30 settembre al 6 ottobre il gruppo trevigiano sarà al Kinoshita Group Japan Open, l’Atp 500 dell’Ariake Coliseum di Tokyo. Un altro continente per una storia nata a Treviso quasi per gioco e diventata, negli anni, un piccolo fenomeno internazionale. E nel frattempo la formazione si è allargata: alle due leggende degli Anni Ottanta si sono aggiunti Moreno Gomiero, alias Jannik Sinner, e José Huelves, alias Carlos Alcaraz. Quando Camarin non riesce a partire per gli impegni di lavoro e familiari, al suo posto entra invece Andrea Meneghel, interprete “aggiunto” di McEnroe. «All’inizio eravamo increduli – continua Genovese –. Poi abbiamo riguardato con calma il biglietto da visita e lo abbiamo ricontattato. È un’occasione da non perdere». E chissà che effetto faranno in Giappone, «nella patria del cosplay», anche perché hanno già deciso di voler visitare la metropoli sempre in calzoncini corti e polo da tennis retrò.




















































L’incontro a Wimbledon

La conferma definitiva è arrivata un mese e mezzo dopo, a Wimbledon. «Da Londra abbiamo scattato una foto da inviare alla direzione del torneo in Giappone, per certificare la nostra presenza nei grandi circuiti internazionali – prosegue Genovese –. La risposta è stata fulminea: “Siete qua? Anche io”». L’appuntamento scatta la mattina seguente, fuori dal campo numero tre. «Mentre discutevamo di logistica e alberghi, venivamo interrotti di continuo dai tifosi per i selfie. In quel momento il manager ha toccato con mano che la nostra popolarità non si limitava a Roma». Un traguardo conquistato grazie a un’intuizione del 2012. «Insegnavo tennis e volevo organizzare un flash mob in piazza dei Signori coi bambini – ricorda Camarin –. Fabrizio propose di farlo in versione vintage. Il battesimo del fuoco arrivò grazie a una scommessa con l’ex tennista professionista Maria Elena Camerin: scendemmo in campo alle finali di Serie A finendo in tv e sulla home page della Federtennis». Da allora la goliardata è diventata un progetto curato nei particolari. «La differenza la fanno i dettagli: anche il calzino deve essere identico» spiega Genovese.

L’evento benefico

A Wimbledon i due si sono divertiti anche a dare voti agli altri interpreti incontrati tra il pubblico: «Facciamo il check dell’outfit e diciamo: “Dai, potete migliorare”». Dietro fasce, pantaloncini e selfie, resta però la passione numero uno: quella per il tennis. «Quattordici anni fa volevamo convincere i ragazzini a giocare – ricorda Genovese –. La nostra mission non è far ridere e basta». Nel 2023, con l’evento benefico BorgMcenroe Retrò Sportif, hanno raccolto circa ottomila euro, riuscendo a finanziare per un anno l’attività sportiva di otto ragazzi con disabilità. Oggi, osserva Camarin, il contesto è completamente cambiato: «Adesso c’è Sinner, il miglior promoter possibile per il tennis. Quando siamo partiti era tutto diverso». 

Nella vita di tutti i giorni

Nella vita quotidiana, intanto, le racchette vintage devono fare i conti con lavori e famiglie. Camarin dirige un circolo e segue per la Fitp l’attività amatoriale di tennis, padel e pickleball nel Nordest; Genovese lavora come manager in un’industria trevigiana e fa anche il dj con il nome Fabriborg DJ. Eppure, appena entrano nei personaggi, cambia tutto. «Veniamo trattati come fossimo delle star – racconta Genovese –. Ci fermano per le fotografie, arrivano televisioni e radio, ci chiedono interviste e dirette».
Ora, peraltro, le loro incursioni stanno uscendo dai campi da tennis. Sabato 5 settembre saranno alla Mostra del Cinema di Venezia, naturalmente nei panni di Borg e McEnroe. Non solo. Sono già passati dalla Dj Ten di Treviso e tra le prossime idee c’è anche Pitti Uomo. «Stiamo studiando il bon ton nipponico – conclude Genovese –. Ho passato le notti a creare i nuovi biglietti da visita con le scritte in giapponese affiancate alla bandiera italiana. E per l’organizzazione del torneo abbiamo preparato un dono speciale: un cristallo a forma di pallina da tennis e una cassetta di specialità enogastronomiche, per esportare e far assaggiare un po’ di Veneto dall’altra parte del mondo».


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5 settembre 2026 ( modifica il 6 settembre 2026 | 07:55)