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RIETI – L’hip hop a ritmo campano infiamma piazza Mazzini. Ennesimo pienone per l’ultimo concerto del programma della Fiera mondiale campionaria del peperoncino.

La partecipazione. L’hip hop a ritmo campano infiamma piazza Mazzini. Ennesimo pienone per l’ultimo concerto del programma della Fiera mondiale campionaria del peperoncino.
La serata conclusiva ha visto sul palco Rocco Hunt, cantautore e rapper salernitano, 31enne, che ha fatto ballare e cantare una platea composta da ogni età, anche grazie all’innegabile capacità di coinvolgere il pubblico. Ma il concerto è iniziato in ritardo in quanto alla partenza, si è verificato un inconveniente all’illuminazione, poi, anche se con qualche luce in meno, si è partiti. Da “Nu juorno buono”, con cui vinse tra le Nuove proposte il Festival di Sanremo del 2014, a “Wake up” e “Mille vote ancora” e poi i tormentoni firmati anche in collaborazione con altri artisti, tra cui “Ti volevo dedicare” “A un passo dalla luna”, “Non litighiamo più” e “Musica italiana”. Un concerto che, a tratti, è diventato un dialogo con il pubblico, intervallato da racconti e aneddoti che hanno incantato il pubblico. Migliaia davanti al palco, come (e forse di più) che nelle altre serata, da Baby K e Samurai Jay. Per un bilancio ufficiale bisognerà aspettare i prossimi giorni, ma con ogni probabilità, la formula delle dieci giornate, con altrettante serate di concerti e spettacoli, ha portato a superare le 300mila presenza dello scorso anno, con un obiettivo per l’indotto indicato in 7 milioni di euro.


APPROFONDIMENTI

Gli stand. Fino a tardi, in migliaia hanno affollato piazza Vittorio Emanuele II e dintorni, per acquistare un’ultima piantina di peperoncino o un gadget.

E, tra gli espositori, non mancano le storie. Come quella dei soci baresi – di Bitetto, per la precisione – Nico e Tiziano, che sono tornati dopo il successo nel 2025 per il “Miglior stand a tema piccante”. Una vittoria grazie ai loro “spaghetti all’assassina”, nati nel 1967 in un’osteria barese dall’estro del cuoco foggiano Enzo Francavilla. Un primo, pare, che fu improvvisato sul momento per una coppia in cerca di qualcosa di diverso. La soddisfazione dei clienti si esternò con un: «Buonissimi, sei proprio un assassino», ovviamente in riferimento alla piccantezza del piatto. «È una portata che piace molto – raccontano Nico, titolare di una stazione di servizio e Tiziano, ristoratore – e ci fa piacere vedere che chi lo assaggia per la prima volta poi ritorna da noi con altre persone per farglielo provare. In qualche serata abbiamo servito fino a 200/250 porzioni». Gran da fare ai fornelli per i due soci pugliesi supportati dal 27enne collaboratore Dario. «Siamo stati colpiti dall’accoglienza e dal calore della città, dei visitatori e dell’organizzazione – conclude Tiziano. – Questo ci ha permesso di intrattenere tante relazioni e creare tante nuove amicizie».


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