
di Marco Ribechi (foto di Massimo Zanconi)
Un’arena quasi sold out, avvolta da un’atmosfera intima e suggestiva, ha accolto questa sera Arisa per l’atto conclusivo del suo Summer Tour 2026. Il lunghissimo concerto è terminato dopo la mezzanotte per poter celebrare il compleanno di Giuseppe Gioni Barbera, amato pianista della band ma anche arrangiatore, produttore e direttore artistico. Inserito nel prestigioso cartellone di Sferisterio Live +, la rassegna promossa dal Comune di Macerata che trasforma il monumentale teatro all’aperto nel tempio della grande musica dal vivo, il concerto dell’artista lucana ha regalato al pubblico maceratese una serata di rara intensità emotiva e raffinatezza vocale.

Trattandosi dell’ultima tappa della tournée estiva, l’esibizione ha assunto il valore di un vero e proprio “gran finale”, in cui Arisa ha mostrato senza filtri la propria evoluzione artistica. L’acustica impeccabile dello Sferisterio ha valorizzato ogni sfumatura di una voce limpida e potente, in grado di muoversi con disinvoltura tra l’ironia degli esordi e la profondità dei brani più maturi. Senza dubbio una delle voci femminili più belle tra quelle che hanno calcato il palco dell’arena negli ultimi anni.

Arisa con Nitu Venturini
Nella prima parte della notte anche una doppia sorpresa con due maceratesi invitate a salire sul palco. Katia, per celebrare il suo compleanno a cui tutta l’arena ha fatto in coro gli auguri, e Nitu Venturini, ragazza 18enne non vedente iscritta al liceo classico.

Nitu, pianista e grande fan di Arisa, aveva incontrato l’artista nel pomeriggio grazie all’intercessione dell’assessore Riccardo Sacchi. Arisa le aveva promesso di farla salire sul palco e così è stato: la cantante ha chiamato la giovane ragazza indiana di Calcutta a metà concerto per cantare insieme il brano Controvento. Un momento di forte emozione e tenera delicatezza, un messaggio positivo di affetto e di vicinanza tra tutte le persone.

Oltre ai due “colpi di scena” la scaletta ha offerto un viaggio soprattutto incentrato sull’ultimo album, Foto Mosse, uscito ad aprile. L’esordio, in abito rosso e altissimi stivali di pelle nera, è stato con il brano Portami con te, seguito da Ed era maggio e Atomi. Per ogni pezzo Arisa si è concessa in una breve introduzione, motivando le emozioni che l’hanno portata a scrivere i suoi testi e insistendo spesso sulla necessità di vivere pienamente la vita. Con Sincerità si ritorna agli esordi della sua carriera: «Le mie canzoni sono come un bacio perugina – spiega Arisa dopo l’esecuzione di Cime Tempestose – sono fatte con il cuore, possono aiutarvi a uscire da situazioni difficili e a dirsi cose che voi da soli non riuscireste a dire».

Il concerto, impostato su un piacevole e confidenziale rapporto col pubblico, durante il quale Arisa ha mostrato notevole ironia e spontaneità, è proseguito con Benedetti Amanti, Foto Mosse e Nuvole prima di arrivare all’attesissima La Notte con cui la cantante ha conquistato il secondo posto a Sanremo nel 2012. C’è spazio per Il tuo profumo, Non mi mancherai, Arrivederci, Vento tra le braccia e Lonely boy prima delle due già citate sorprese.

«È un sogno che si avvera, non ho parole per raccontare le emozioni che sto provando» dice Nitu mentre tiene stretta la mano di Arisa. Gli ultimi brani sono quelli più attesi ed amati dal pubblico: Non vado via, Magica favola il brano proposto all’ultimo Sanremo, Canta ancora e Meraviglioso amore mio in cui tutti i cellulari degli spettatori hanno illuminato i colonnati dello Sferisterio. “Questa è l’ultima data, non abbiamo più niente da fare – scherza Arisa col pubblico – volete restare fino a mezzanotte? Manca solo un’ora”. All’inevitabile “Sì” del pubblico il concerto diventa improvvisazione assoluta e parte il momento cover: L’uomo in frack di Domenico Modugno, Era de Maggio scritta nel 1885 da Salvatore di Giacomo e Quello che le donne non dicono di Enrico Ruggeri e resa celebre da Fiorella Mannoia.

Un’altra bambina sale sul palco per mostrare il suo bigliettino con cui confida alla cantante che è la sua artista preferita. «Portate una sedia – chiede Arisa – adesso farai la mia maestra e alla fine del brano mi darai il voto, sincero». Il pezzo è la splendida Sei nell’anima di Gianna Nannini : «Ti dò un bel 10!» grida la bambina al termine della canzone tra gli abbracci di Arisa.
Su richiesta di uno dei fonici si passa a Pino Daniele tra gli applausi del pubblico, il pezzo scelto è Dubbi non ho. Ormai il concerto è un misto tra un jukebox e un karaoke e il brano Bene se ti sta Bene viene cantato in coppia con una ragazza che si sta laureando a Bologna in canto pop, proprio con questa canzone. Si tratta già del quarto spettatore chiamato sul palco.

La palla passa ai membri della band con Fallin di Alicia Keys, eseguita dalla splendida Martina Zaghi, chitarrista e corista dalla magnifica voce, Give peace a chance di John Lennon e Yōko Ono e Whole Lotta Love dei Led Zeppelin. La mezzanotte si avvicina e si apre lo spazio Lucio Battisti con La Collina dei ciliegi seguita da Nel blu dipinto di blu di Modugno. È a mezzanotte in punto che viene svelato l’arcano di così tanta attesa: scocca il compleanno di Giuseppe Gioni Barbera, il pianista della band. Sul palco entra una torta con un candelina e il gruppo fa gli auguri a uno dei suoi pilastri. “Questa ultima data è stata bellissima – chiude Arisa – siete fantastici, non siete solo venuti a vedere il concerto ma siete rimasti con noi fino alla fine. Vi amerò per sempre”.

L’ultima canzone è Amore Universale che accompagna anche i ringraziamenti e i saluti finali per i 10 membri dell’ottima band, tutti applauditissimi da un pubblico in standing ovation, stanco ma estremamente felice e soddisfatto. In chiusura Arisa scende tra la folla cantando, è l’ultimo atto di un concerto tanto lungo quanto encomiabile.
Dopo mezzanotte Arisa è scesa tra i fan

Ausa con Nitu Venturini e l’assessore Riccardo Sacchi

































