di
Luciana Cavina
Dopo l’annunciato piano di tagli della casa madre tedesca Volkswagen, il ministro chiama l’ad delle rosse di Borgo Panigale che aveva detto: «Non c’è ancora nulla di deciso»
Ducati a rischio? Dopo i tagli annunciati da Volkswagen e le voci che periodicamente si rincorrono sulla vendita dello storico marchio l’ad Claudio Domenicali prova a minimizzare — «Non è ancora stato deciso nulla» — ma il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso tende subito la mano dopo le sollecitazioni del presidente della Regione, Michele de Pascale.
Il messaggio del ministro Urso
«Mi sono confrontato con il Ceo di Ducati Motor Domenicali — scrive il ministro su X — concordando un percorso che possa consentirci di salvaguardare un’azienda così importante, simbolo del Made in Italy, di cui tutti siamo orgogliosi. Anche in questa circostanza, che peraltro conferma il valore dell’azienda, che molti ci invidiano, utilizzeremo al meglio gli strumenti a nostra disposizione — assicura — perché questo patrimonio del paese possa continuare a rappresentarci con i suoi straordinari successi sportivi, tecnologici e di mercato, esempio di eccellenza e di qualità».
Piano di risanamento dalla Germania
A sollecitare un intervento istituzionale era stato de Pascale preoccupato, come tutti, dall’intenzione dichiarata della casa tedesca di fare cadere l’accetta su almeno un terzo delle proprie partecipazioni nel mondo (per un totale di 750 quote azionarie), comprendendo la Rossa di Borgo Panigale. Ducati, lo ricordiamo, azienda da 925 milioni di fatturato (dati 2025) e più di 2mila dipendenti, è controllata, attraverso Audi, dal gruppo Volkswagen (come Lamborghini) dal 2012.
Domenicali: noi azienda solida
«Capisco la preoccupazione — aveva detto l’altro giorno Domenicali in occasione della presentazione della celebrazione cittadina per i 100 anni dell’azienda — tutto il mondo dell’auto in Europa vive un momento complicato, delicato, non solo Volkswagen. C’è una difficoltà generale per via di una situazione geopolitica molto complessa. Il piano prevede una valutazione di tutte le partecipazioni di Volkswagen. Questo non ha ricadute occupazionali su di noi, perché è un’azienda che si muove in modo indipendente ed è in un momento positivo. Al momento non ci sono valutazioni finali». La Ducati, ha aggiunto Domenicali, «si muove in funzione di quello che è il suo mercato. In questo momento è complicato il mercato delle moto e non ha niente a che vedere con il tema Volkswagen», aveva aggiunto, «le nostre eventuali scelte o decisioni future di assunzione o meno di personale aggiuntivo dipenderanno dalla capacità di Ducati di fare prodotti belli, entusiasmanti e di contrastare una fase di mercato molto complicata e difficile».
Fratelli d’Italia plaude all’intervento del governo
Intanto FdI plaude all’iniziativa del ministro: «Conferma l’importante lavoro di salvaguardia delle nostre imprese e del Made in Italy portato avanti dal governo Meloni — rivendica l’europarlamentare Stefano Cavedagna —. L’azienda è forte, solida e rappresenta un brand storico italiano. Se il gruppo Volkswagen che la detiene è in crisi, diciamoci le cose come stanno, è a causa della impostazione ideologica sulla transizione all’elettrico voluta da ambientalisti da salotto in Europa. Il governo Meloni farà il necessario per salvaguardare Ducati, storia di Bologna e identità italiana».
Anche la capogruppo FdI in Regione Marta Evangelisti applaude alla «prontezza e la concretezza con cui Fratelli d’Italia e l’intero esecutivo si muovono a difesa del patrimonio industriale, tecnologico e sportivo della Nazione». «Seguiamo con la massima attenzione la vicenda che sta interessando Ducati, un’eccellenza di Bologna, dell’Emilia-Romagna e del made in Italy», assicura anche il consigliere regionale meloniano, Francesco Sassone. «Le indiscrezioni su una possibile cessione da parte del gruppo Volkswagen destano comprensibile preoccupazione ed esprimiamo la nostra massima vicinanza ai lavoratori».
luciana.cavina@rcs.it
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6 settembre 2026
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