Dormire non basta. Ci si sveglia già stanchi, concentrarsi diventa più difficile e anche le attività più semplici possono richiedere uno sforzo enorme. È una condizione che molte persone descrivono dopo il Covid, ma che accompagna anche altre malattie.
Ora gli scienziati hanno trovato un possibile filo che collega alcune di queste condizioni.
Uno studio pubblicato sul Journal of Translational Medicine ha messo a confronto cinque patologie molto diverse: Long Covid, ME/CFS – la sindrome caratterizzata da una grave fatica persistente –, sclerosi multipla, artrite reumatoide e disturbo da stress post-traumatico.
La sorpresa è che, pur partendo da cause differenti, queste condizioni sembrano arrivare a coinvolgere alcuni degli stessi grandi sistemi che mantengono in equilibrio il nostro organismo.
Il filo che potrebbe unirle
I ricercatori hanno trovato punti di contatto nei meccanismi che regolano le difese immunitarie, l’infiammazione, la risposta allo stress, il metabolismo e il modo in cui le cellule producono e utilizzano energia.
È come se strade molto diverse finissero per incrociarsi in alcuni punti.
Questo potrebbe aiutare a comprendere perché persone con malattie completamente differenti raccontino una sensazione così simile: non la normale stanchezza dopo una giornata impegnativa, ma un esaurimento profondo che può limitare lavoro, studio, relazioni e vita quotidiana.
Nel Long Covid e nella ME/CFS, per esempio, la fatica può persistere a lungo e in alcuni pazienti lo sforzo fisico o mentale può provocare un peggioramento dei sintomi che dura ore o giorni.
Perché questa scoperta è importante
Finora la fatica è stata studiata soprattutto all’interno delle singole malattie. Questo lavoro cambia prospettiva e cerca invece ciò che condizioni diverse possono avere in comune.
Ed è qui che la ricerca diventa particolarmente interessante.
Comprendere meglio questi meccanismi condivisi potrebbe aiutare a individuare diversi gruppi di pazienti e, in prospettiva, nuovi bersagli per i trattamenti.
Potrebbe inoltre contribuire a spiegare un problema molto concreto: la fatica persistente può essere fortemente invalidante anche quando gli esami tradizionali non riescono a fornire una spiegazione semplice dei sintomi.
Non è semplicemente essere stanchi
La fatica legata a queste condizioni non va confusa con quella che tutti possiamo provare dopo una giornata pesante.
Può essere una sensazione di esaurimento sproporzionata rispetto allo sforzo compiuto e non necessariamente risolta dal riposo. In alcune persone si accompagna a difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno e peggioramento dopo uno sforzo.
La nuova ricerca suggerisce che dietro esperienze simili potrebbero esserci, almeno in parte, alterazioni di sistemi biologici comuni.
Questo non significa che le cinque malattie abbiano la stessa causa o che sia stata scoperta una spiegazione unica della fatica: lo studio individua una possibile convergenza biologica che dovrà essere approfondita.
Ma apre una prospettiva nuova.
Invece di chiedersi soltanto che cosa distingua Long Covid, ME/CFS, sclerosi multipla, artrite reumatoide e disturbo da stress post-traumatico, gli scienziati stanno iniziando a chiedersi anche che cosa possano avere in comune.
E proprio da questa domanda potrebbero arrivare nuove risposte per milioni di persone che convivono con una stanchezza che non passa.

Fonti:
Hunter E. et al., Beyond genes: EpiSwitch and Orion platform-powered 3D genome architecture biomarkers reveal shared biology across ME/CFS, long COVID, PTSD, rheumatoid arthritis, and multiple sclerosis, Journal of Translational Medicine, 2026,
Science Media Centre, Expert reaction to study investigating shared biological mechanisms between ME/CFS, Long COVID, PTSD, Rheumatoid Arthritis, and Multiple Sclerosis, 3 settembre 2026.
University of East Anglia, comunicazione sulla ricerca, settembre 2026.