di
Marcello Pasquero

La comica torinesi riceve la nomina a Cortemilia: «Sono attratta da quei due aggettivi “tonda e gentile”» che definisce femminili. Il video (un po’ surreale) dell’investitura

Luciana Littizzetto sarà nominata, oggi a Cortemilia, durante la cerimonia di consegna del «Fautor Langae», prima ambasciatrice a vita della nocciola Tonda Gentile di Langa. Un titolo che la torinese dice di prendere estremamente sul serio, attratta da quei due aggettivi «tonda e gentile», che definisce femminili, come le tre protagoniste del suo primo romanzo Il tempo del la la la. E nel futuro? Sempre tanta tv, radio, romanzi, ma anche un’opera teatrale.

Littizzetto, ambasciatrice a vita della nocciola. Che effetto le fa?
«Mi emoziona. Mai ero stata investita da tanta responsabilità, mai ho fatto la testimone di nozze, mai rappresentante di classe, mai votata. Se a Che tempo che fa arriva un ospite serio, Fabio mi chiude in camerino per evitare incidenti diplomatici. E invece la nocciola mi ha scelta. È la prima che ha detto: “Luciana, tocca a te”».



















































E lei ha risposto subito entusiasta.
«Perché mi piacciono i territori che hanno ricchezze vere, e mi piace chi si dà da fare per farle conoscere. A Torino nessuno ti fila. Nei paesi invece c’è un mondo: tradizioni, prodotti, storie. Raccontarne un pezzetto è un privilegio. E poi la nocciola è femmina. Ha due aggettivi perfetti: tonda, perché è rotonda e ha un guscio sottile, che sembra fragile ma è molto resistente, come sono io; e gentile, che è un capolavoro. Gentile, perché si spoglia da sola, la pellicina viene via in un attimo. Gentile, perché cade dall’albero da sola. Gentile, perché ha meno grassi e non si irrancidisce. È un’idea di bellezza: leggera, autonoma, non aggressiva. In un mondo che si è parecchio imbruttito, lei rotola, con gentilezza».

Sarà per la prima volta un premio tutto al femminile con Aurora Cavallo (Cooker Girl), Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Giuliana Cirio e Paola Veglio.
«Le tonde gentili della Langa. Donne che hanno fatto molto nei loro campi, con questa giovanissima Aurora che mi incuriosisce molto, di cui ho sentito tanto parlare, ma che mai ho avuto la fortuna di conoscere. Aurora è appassionata, curiosa, viva. È bello vedere donne così».

Donne come quelle del suo primo romanzo Il tempo del la la la. Si aspettava potesse vendere oltre 90 mila copie?
«Sì, donne che si sostengono, che si vogliono bene, lontane dallo stereotipo di un tempo che voleva le donne sempre in conflitto. Non me lo aspettavo, ho sempre scritto, ma un romanzo è un’altra cosa. Il pubblico lo ha apprezzato e questo mi ha fatto capire che la leggerezza non è superficialità. Dentro la leggerezza ci sono riflessioni, domande, profondità. A sessant’anni ti chiedi se ne valga ancora la pena. Hai giocato le tue carte, i figli sono andati, il nido è più vuoto, hai una madre anzianissima. È un tempo sospeso, come in una canzone. Raccontare le donne della mia età è servito prima di tutto a me stessa».

Chi sono le protagoniste?
«Sono tre amiche con tre storie molto diverse: una si è appena lasciata, una è sposata con un carabiniere e ha due figli, l’altra è single con un’agenzia di “immobili di spregio”. L’amicizia femminile è un legame che ti permette di dire la verità, di aiutarti, di raccontarti mentre vivi. E poi c’è la menopausa, che è ancora un tabù. Le peggiori nemiche delle donne non sono le donne, sono le donne str…, ma per fortuna ci sono anche alleanze meravigliose».

Continuerà a scrivere romanzi?
«Mi piacerebbe, anche se quando inizia la stagione di Che tempo che fa non riesco a concentrarmi su altro, ma quando scrivo sto bene, quindi…».

Qual è il prossimo sogno nel cassetto?
«Sono laureata in storia del melodramma e direi che si vede nel mio lavoro, ma mi piacerebbe dirigere una piccola opera lirica, una volta. Una cosa minuscola, senza spatuss, ma fatta bene».

E il Salone del Libro?
«Curare l’angolo della leggerezza mi ha stimolato molto, è nato un luogo di ascolto, di lettura, di parole all’interno del Salone, ma anche nella mia vita. Ora è presto, ma sto già pensando a chi potrebbero esserci al mio fianco, dopo Mara Maionchi e Orietta Berti, vedremo».

Allora la lasciamo alla nocciola.
«È il mio ruolo più serio. E finalmente non posso sbagliarlo».


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6 settembre 2026 ( modifica il 6 settembre 2026 | 18:50)