• Nome completo: Luca Marinelli
  • Data di nascita: 22 ottobre 1984
  • Luogo di nascita: Roma
  • Segno zodiacale: Bilancia
  • Professione: Attore
  • Altezza: 1,80 m
  • Partner / ex note: Alissa Jung (moglie)
  • Perché è famoso: Coppa Volpi a Venezia per Martin Eden, il ruolo di Benito Mussolini in M – Il figlio del secolo e interpretazioni iconiche come Lo chiamavano Jeeg Robot e Diabolik

Sguardo verde, presenza magnetica e una carriera costruita mattone su mattone, lontano da scorciatoie: Luca Marinelli è oggi uno dei nomi più solidi del cinema italiano contemporaneo.

Nel 2026 il suo profilo pubblico si conferma quello di un attore capace di alternare cinema d’autore, produzioni internazionali e televisione di prestigio, senza mai perdere l’aura riservata che lo contraddistingue fin dagli esordi.

Chi è Luca Marinelli

Romano classe 1984, Marinelli appartiene a quella generazione di interpreti che ha scelto il mestiere dell’attore come disciplina quasi artigianale.

La sua biografia racconta un percorso fatto di teatro, accademia e una selezione dei ruoli sempre attenta alla qualità del progetto più che alla visibilità immediata.

Riservato nella vita privata e mai sopra le righe nelle apparizioni pubbliche, ha costruito la propria credibilità professionale film dopo film, fino a diventare un punto di riferimento del cinema d’autore italiano con proiezione internazionale.

lucca comics and games 2025pinterestRosdiana Ciaravolo//Getty Images

Luca Marinelli al Lucca Comics and Games 2025

Gli inizi

Cresciuto a Roma in una famiglia già immersa nel mondo dello spettacolo — il padre Eugenio Marinelli è un noto doppiatore, voce italiana di Hercule Poirot — Luca respira fin da ragazzo l’ambiente della recitazione.

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Prima ancora di compiere diciotto anni segue un corso di sceneggiatura e recitazione, per poi entrare all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, dove si diploma nel 2009.

Gli anni della formazione lo vedono impegnato a teatro in diversi allestimenti, terreno su cui affina una tecnica che porterà con sé anche davanti alla macchina da presa. Il debutto al cinema arriva nel 2010 con La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo, accanto ad Alba Rohrwacher.

la solitudine dei numeri primi photocall:67th venice film festivalpinterestPascal Le Segretain//Getty Images

Luca Marinelli al Mostra del Cinema di Venezia 2010 con il film La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo tratto dall’omonimo romanzo di Paolo Giordano.

La carriera

Il decennio successivo consolida Luca Marinelli come uno degli attori più versatili del panorama italiano.

Le prime candidature ai David di Donatello arrivano già nel 2013 con Tutti i santi giorni di Paolo Virzì, ma è nel 2015 che arriva la svolta: il ruolo dello Zingaro in Lo chiamavano Jeeg Robot gli regala popolarità trasversale, mentre Non essere cattivo di Claudio Caligari gli vale il Premio Pasinetti a Venezia.

Il momento più alto della sua carriera resta però il 2019, quando vince la Coppa Volpi come migliore interpretazione maschile alla Mostra del Cinema di Venezia per Martin Eden, trasposizione firmata Pietro Marcello del romanzo di Jack London. Da lì l’attore allarga il proprio raggio d’azione: nel 2020 debutta nel cinema hollywoodiano con The Old Guard al fianco di Charlize Theron, ruolo che riprenderà nel sequel del 2025, e nel 2021 veste i panni del Re del Terrore in Diabolik per i Manetti Bros.

Nel 2022 arriva Le otto montagne, tratto dal romanzo Premio Strega di Paolo Cognetti, presentato in concorso a Cannes e valso a Marinelli il Nastro d’Argento come miglior attore nel 2023.

Il salto più ambizioso resta però quello nella serie M – Il figlio del secolo, dove interpreta Benito Mussolini sotto la regia di Joe Wright: una prova d’attore che gli è valsa uno dei riconoscimenti come protagonista più iconico dell’annata ai Nastri d’Argento dedicati alla produzione seriale.

Nel percorso professionale trova spazio anche il doppiaggio, con la voce italiana di un giovane Mufasa in Mufasa: Il Re Leone, e il mondo del videogioco, con la partecipazione a Death Stranding 2: On the Beach di Hideo Kojima.

france film festival cannespinterestPATRICIA DE MELO MOREIRA//Getty Images

Luca Marinelli e sua moglie Alissa Jung sul red carpet del Festival di Cannes 2022 per il film Le otto montagne di Felix Van Groeningen e Charlotte Vandermeersch tratto dall’omonimo romanzo di Paolo Cognetti.

Perché si parla di lui oggi

Il 2026 conferma Luca Marinelli protagonista di alcuni tra i progetti più interessanti del cinema d’autore europeo.

È atteso al cinema con The Echo Chamber, tratto da una delle ultime sceneggiature firmate da Bernardo Bertolucci, e con Let Love In, dramma sentimentale diretto da Felix van Groeningen che lo riunisce al team creativo de Le otto montagne, accanto a Charlotte Vandermeersch. Nel frattempo l’interpretazione di Mussolini in M – Il figlio del secolo continua a far discutere critica e pubblico, confermando il titolo come uno dei prodotti seriali italiani più premiati dell’ultima stagione.

Vita privata

Sul fronte sentimentale, Luca Marinelli è legato all’attrice e regista tedesca Alissa Jung, conosciuta nel 2012 sul set della fiction Maria di Nazaret, dove i due interpretavano rispettivamente Giuseppe e Maria. La coppia, che vive tra Berlino e l’Italia, è oggi sposata.

Nel 2025 i due hanno firmato insieme il loro primo progetto professionale condiviso: Paternal Leave, opera prima alla regia di Alissa Jung con Marinelli protagonista, presentata alla Berlinale.

Per il resto, l’attore mantiene un profilo estremamente riservato sulla propria sfera privata, senza concedere dettagli ulteriori al racconto pubblico della propria vita sentimentale e familiare.

Stile e immagine pubblica

Lontano dai riflettori dei red carpet più patinati, Marinelli ha costruito un’immagine pubblica coerente con la sua cifra artistica: sobria, mai eccessiva, orientata all’eleganza classica piuttosto che alle tendenze del momento.

Sul tappeto rosso predilige linee pulite e tagli sartoriali essenziali, in continuità con la reputazione di attore-artigiano che rifugge la spettacolarizzazione. Non è un caso che i marchi della moda lo abbiano scelto proprio per questa autenticità, cercando in lui un testimonial capace di comunicare autorevolezza senza artificio.

Social

Luca Marinelli è tra i pochi volti noti dello spettacolo italiano a non avere alcun profilo social ufficiale, né su Instagram né su TikTok. Una scelta editoriale della propria immagine pubblica che rafforza il suo profilo di attore “old style”, concentrato sul lavoro davanti alla macchina da presa più che sulla costruzione di una community digitale.

Le uniche immagini e i contenuti che lo riguardano circolano dunque attraverso le pagine ufficiali dei progetti a cui partecipa, dei festival e delle testate di settore.

Curiosità

  • Il padre, Eugenio Marinelli, è la voce italiana storica del detective Hercule Poirot nell’omonima serie televisiva
  • Ha una zia doppiatrice, Sonia Scotti, altra figura di riferimento nel mondo del doppiaggio italiano
  • Per Diabolik avrebbe dovuto proseguire nei due sequel della trilogia dei Manetti Bros., ruolo poi affidato a Giacomo Gianniotti
  • Ha prestato la voce a un giovane Mufasa nel live action Disney diretto da Barry Jenkins