Capobianco esalta le azzurre: “Partita clamorosa, siamo incredibili anche noi”. La ct. Usa Lawson: “Lo abbiamo visto con l’Italia: questo è il Mondiale più difficile di sempre”
7 settembre – 01:02 – MILANO
L’Italia esce sconfitta contro gli Stati Uniti, ma con orgoglio. Le azzurre hanno giocato alla pari con la squadra più forte del mondo e, nelle parole del dopo partita, all’orgoglio si mescola già la voglia di guardare avanti. E anche dagli Usa arriva un riconoscimento importante: questa Italia è stata una delle prove della crescita del basket femminile mondiale. “Sono super, super, super orgogliosa della mia squadra. Penso che anche l’Italia sarà orgogliosa di noi. Il torneo è ancora lungo e sono felice che abbiamo mostrato di cosa siamo capaci”, ha detto Cecilia Zandalasini, tornando anche sulla reazione nel finale: “Vorrei scusarmi con gli arbitri e con la squadra avversaria. C’erano molte emozioni, avrei dovuto contenerle. Quando indosso questa maglia esce fuori una grinta diversa”.
CAPOBIANCO e santucci—
Orgoglio anche nelle parole del ct “Abbiamo disputato una partita clamorosa, giocando alla pari contro una squadra incredibile. Ma siamo incredibili anche noi. Posso solo ringraziare queste ragazze perché stanno portando in alto il movimento femminile”. E adesso la Cina: “Studieremo come batterla, con umiltà ma anche con la consapevolezza della nostra forza”. Mariella Santucci guarda ancora più lontano: “Loro sono state più ciniche, ma abbiamo giocato al loro livello. Le abbiamo sempre viste giocare e ora siamo sedute al loro tavolo: perché no, speriamo di ritrovarle in finale”. Poi la lezione da portarsi dietro: “Il nostro approccio è stato soft, poi ci siamo adattate alla loro fisicità. Dobbiamo imparare a partire forte contro chiunque”.
le americane—
Il riconoscimento più significativo arriva dalla panchina americana. Per Kara Lawson questo è “il Mondiale più difficile da vincere di sempre”: “C’è molta più profondità rispetto al passato e ogni partita è una battaglia. Lo abbiamo visto stasera con l’Italia: se non sei pronta a giocare, perdi”. Per la ct degli Stati Uniti è il segnale di un movimento in piena crescita: “Spero che questo Mondiale spinga sempre più federazioni a investire nei programmi femminili. Più risorse significano Nazionali e settori giovanili migliori, più ragazze che giocano e più passione dei tifosi”. Sulla stessa linea Breanna Stewart: “La crescita è proseguita in ogni competizione internazionale. La vediamo nella WNBA, con sempre più giocatrici straniere che arrivano e diventano protagoniste, e la vediamo qui”.
La Gazzetta dello Sport
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