Anche se gli effetti dell’IA sul mercato del lavoro sono ancora incerti, i ricercatori del BLS hanno cercato di misurare l’impatto della tecnologia sulle varie professioni andando ad attribuire a ciascuna di esse un “punteggio di esposizione all’IA”, in base a quanto le capacità della tecnologia corrispondono alle attività svolte in quella professione. In altre parole, si cerca di capire in che misura il lavoro, o le singole mansioni, possono essere completati o supportati dalle diverse forme di intelligenza artificiale. Le professioni sono quindi state suddivise in quattro gruppi: bassa esposizione, moderata esposizione, alta esposizione ed esposizione molto alta. Da un estremo all’altro, la bassa esposizione indica generalmente che i requisiti di una professione non corrispondono bene alle attuali capacità dei modelli di intelligenza artificiale: non è stato osservato che i grandi modelli linguistici riescano a svolgere molte delle attività previste da quella professione. Un’esposizione relativa molto elevata, al contrario, indica invece generalmente che, rispetto ad altre professioni, una quota maggiore delle attività può essere svolta o supportata dalla tecnologia basata sull’intelligenza artificiale.
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