di
Daniele Sparisci
Il pilota si racconta dopo il trionfo: «Mi sono svegliato bene, mi caricavo da solo. Mai pensato di non poterla vincere. La ciliegina sulla torta? Il “Sarà perché ti amo” sul podio»
MONZA Fradicio di champagne, esausto, mentre in lontananza si sentono ancora i cori («Kimi, Kimi!») che lo hanno spinto alla rimonta del secolo. È sera, Antonelli si butta su un divanetto nell’ufficio-mobile della Mercedes dove ha preparato la gara che resterà nella storia.
Kimi, è il giorno più bello della sua vita?
«Sì, per ora. Il più bello spero che debba ancora arrivare. Di quello non parlo (del Mondiale, ndr) perché sono scaramantico. Però sabato c’era stato un buon segnale».
Che segnale?
«Avevamo vinto a briscola, io e il Bez (Bezzecchi) contro il mio preparatore Sergi e contro l’Avvocato (un ragazzo dell’entourage, ndr). La sera prima avevano distrutto me e mio papà, non vedevo una briscola, dovevo rifarmi».
Toto Wolff ha detto: «Oggi Kimi era in grado di camminare sull’acqua». Si sentiva invincibile?
«Mi sono svegliato bene, una di quelle mattine dove ti senti a posto, un feeling speciale senza sapere il perché. Mi caricavo da solo: “Dai, il podio è possibile”. È arrivata la vittoria incredibile».
Qual è stato il segreto?
«Dopo 15 giri ero già nel gruppo di testa, ci ho messo poco a risalire. Questo ha fatto la differenza».
Lottando con Russell alla fine ha corso dei rischi. Ha mai pensato di accontentarsi del secondo posto?
«Mai! Non potevo non provare a vincere. Quando il team mi ha detto di fermare lo yo-yo (i sorpassi e i controsorpassi su Russell, ndr) ho detto: vabbè, sto dietro. Ma non sarebbe durato molto. Poi abbiamo fatto il pit-stop ed è iniziata un’altra rimonta».
I tifosi della Ferrari impazziti per lei. Se lo sarebbe mai aspettato?
«All’uscita della prima Variante vedevo la tribuna con la coda dell’occhio. A ogni giro, mentre rimontavo, si alzavano e applaudivano, una carica straordinaria».
Sette vittorie, dove la mette questa in classifica?
«Al primo posto. È la più speciale, per come l’ho vinta, perché ero nel Gp di casa. Mai vissuto un’emozione così, più forte della prima in Cina».
Che cosa le ha detto Sinner prima della partenza?
«Che avrebbe tifato per me».
Eravate insieme al box, con Bezzecchi e Laura Pausini.
«Mi hanno portato fortuna, ora devono esserci a tutte le gare. Se quando vengono loro faccio cose del genere…».
Come festeggerà?
«Una cosa tranquilla con la famiglia, sono distrutto, l’adrenalina è crollata, lunedì (oggi, ndr) porto tutto il team sui kart, martedì sono al simulatore in Inghilterra, poi Madrid, che si ricomincia a fare sul serio».
Si è tuffato in mezzo alla gente, da rockstar.
«Ho avuto un po’ paura, non sapevo cosa fare ma alla fine è stato bello. Ma la ciliegina sulla torta è stata un’altra».
Quale?
«Sul podio hanno messo “Sarà perché ti amo” e tutti hanno iniziato a cantarla».
Primo italiano a vincere a Monza dopo 60 anni, che effetto fa?
«Felice di aver condiviso questo momento con la famiglia. Ma non mi fermo qua, questo è solo l’inizio».
7 settembre 2026 ( modifica il 7 settembre 2026 | 08:51)
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