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Se avete un PC con Windows 11 e un SSD NVMe da 1 o 2 TB, provate ad aprire un tool come WizTree e cercate nella radice del disco C: un file chiamato hiberfil.sys. Potreste trovarlo lì, silenzioso, a occupare tra i 16 e i 32 GB di spazio. Non è un virus, non è un errore: è Windows che funziona esattamente come è stato progettato. Il problema è che è stato progettato decenni fa, per hard disk meccanici e laptop a basso consumo, e oggi gira di default anche sui PC da gaming con 64 GB di RAM e SSD PCIe 5.0.
Il file serve all’ibernazione e all’avvio rapido (Fast Startup): ogni volta che spegnete il PC, Windows non esegue uno spegnimento pulito, ma salva il contenuto della RAM compressa su disco e poi si spegne. Risultato: ogni spegnimento scrive tra i 10 e i 30 GB sull’SSD, ogni giorno, per anni. Ed è un problema che vale la pena risolvere con un solo comando.
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Perché hiberfil.sys è un problema per il vostro SSD
Le celle NAND degli SSD hanno una resistenza finita alle scritture, misurata in TBW (terabyte scritti). Scrivere 10-30 GB di dati di ibernazione una o due volte al giorno aggiunge, nel giro di qualche anno, tra i 5 e i 10 TB di scritture non necessarie. Su un SSD da 500 GB o 1 TB, questo si traduce in un’usura accelerata e in prestazioni degradate nel tempo, perché l’SSD ha meno spazio libero per gestire la cache e la pulizia interna dei blocchi.
E il vantaggio in termini di velocità? Su un NVMe moderno, il Fast Startup vi fa risparmiare qualche secondo rispetto a un avvio a freddo pulito, che già di per sé avviene in meno di 10 secondi. Non è un compromesso che vale la pena fare, specialmente su un desktop o un PC da gaming che non ha bisogno di ibernare.
Per dimensionare il problema: Windows riserva per hiberfil.sys una quantità pari al 40-100% della RAM installata.
Con 64 GB di RAM, il file può occupare fino a 50 GB di spazio sul disco.

Come risolvere: due comandi, due approcci
Ci sono più soluzioni. La più drastica richiede di aprire un terminale con privilegi di amministratore: clic destro sul pulsante Start, poi “Terminale (amministratore)” o “PowerShell (amministratore)”. Da lì avete due strade.
La prima è l’opzione radicale, consigliata per desktop, PC da gaming e workstation che non hanno bisogno di ibernare: basta digitare
- powercfg.exe /hibernate off
Il comando cancella hiberfil.sys istantaneamente, senza riavvio, liberando tra i 16 e i 32 GB (o più, in base alla RAM installata). Fast Startup viene disabilitato e da quel momento in poi ogni spegnimento sarà un vero spegnimento a freddo.
La seconda opzione è invece pensata per chi usa un laptop e vuole tenere il Fast Startup, ma senza il peso del salvataggio completo della sessione utente. Il comando è
Questo riduce hiberfil.sys a una dimensione minima, tra i 3 e i 6 GB, mantenendo solo il kernel di Windows in ibernazione.
Si risparmia spazio e si riduce drasticamente l’usura, pur conservando i vantaggi dell’avvio rapido.
Per verificare che tutto sia andato a buon fine, potete usare il comando powercfg /a nel terminale, oppure abilitare la visualizzazione dei file di sistema protetti in Esplora File e controllare che hiberfil.sys sia scomparso o ridotto.
L’alternativa meno drastica è disattivare direttamente l’avvio rapido da Pannello di Controllo: cercate Pannello di Controllo su Start, premete su Opzioni risparmio energia, Impostazioni di sistema e levate la spunta ad Attiva avvio rapido.
