Verifiche a tutto campo sul progetto Fir. Le parole del sindaco sollevano le reazioni delle forze politiche. E se Noi per Rovigo, con Antonio Rossini, strizza ormai l’occhio alla maggioranza, nella quale si candida ad entrare, esprimendo “un giudizio assolutamente positivo” sulla scelta di Valeria Cittadin, l’opposizione, con Federico Frigato (Rovigo si Ama) e Matteo Massin (Forum) passa al contrattacco: “Perché non farlo prima?”, chiede, in particolare, Frigato.
Ma andiamo con ordine. Sabato, la Cittadin, con una nota, ha tracciato la rotta dell’amministrazione sulla vicenda Fir. “A seguito delle notizie in cui viene proposta una ricostruzione di fatti e circostanze di cui non ero a conoscenza, ritengo doveroso procedere con tutti gli approfondimenti necessari. Mi riservo pertanto di approfondire a 360 gradi la questione, verificando ogni elemento che possa eventualmente riguardare le competenze dell’ufficio urbanistica del Comune e ricostruendo con precisione gli atti e i passaggi amministrativi interessati”, ha detto il primo cittadino.
Per Frigato, si tratta di un “cambiamento di rotta”. E se – sottolinea l’ex candidato sindaco – fino a poche ore prima “abbiamo assistito al solito muro contro muro, al solito atteggiamento di chiusura” nei confronti dei comitati, “oggi arriva la svolta: il sindaco annuncia di voler affidare una perizia indipendente sui possibili effetti del progetto sulla salute. Bene. Ma perché prima no? Perché questo approfondimento non è stato ritenuto necessario prima? Perché è stato necessario arrivare alla mobilitazione di Borsea, alle centinaia di cittadini presenti e alla pressione dell’opinione pubblica perché il sindaco decidesse di acquisire un ulteriore parere indipendente?”, chiede Frigato.
E incalza: “Alla Cittadin si chiedono due cose: la trasparenza sugli aspetti sanitario, ambientale, urbanistico e viabilistico. E, in secondo luogo, di esercitare fino in fondo il proprio ruolo politico e istituzionale. Perché è vero che il Comune non rilascia tutte le autorizzazioni relative all’impianto. Ma questo non significa che il sindaco possa limitarsi a dire ‘decidono gli altri’. E conclude: “In questa vicenda pesa come un macigno il silenzio dei partiti. Si stanno mobilitando i comitati, le associazioni, i movimenti civici. Ma i partiti dove sono? Quale ruolo esercitano nella pianificazione del nostro territorio?”.
Sempre dall’opposizione, è Masin a parlare a nome del Forum dei cittadini. “Il sindaco è garante dell’ordine e della salute pubblica nel suo territorio. Per quanto riguarda l’ordine pubblico, Cittadin ha adottato ogni forma di precauzione, mentre sulla salute non si ricorda alcun intervento di natura preventiva”. Nel mirino, anche la Provincia che su Fir – dice Masin – “non ha nemmeno ancora precisato se si tratti di industria insalubre di prima o di seconda classe. Proprio perché l’attività è stata individuata come insalubre e la relativa classificazione deve essere compiutamente definita, il sindaco, quale autorità sanitaria, dovrebbe ritenere necessario acquisire gli elementi tecnici necessari per esprimere le proprie valutazioni e prescrizioni sanitarie nell’ambito del procedimento. Prima di assumere una posizione – dice – il sindaco potrebbe chiedere formalmente a Provincia, Ulss e Arpav qual è esattamente la classificazione dell’attività, qual è il fondamento tecnico della classificazione stessa, quale lavorazione, sostanza, emissione o processo produttivo determina l’inclusione nell’elenco e qual è la valutazione sanitaria sulla localizzazione”, oltre all’acquisizione dei pareri sulle ricadute sanitarie.
Di ben altro tenore, invece, la nota di Antonio Rossini di Noi per Rovigo. Secondo il quale, la strada imboccata dal sindaco è “quella che avevamo auspicato: massima trasparenza e assoluta severità nella valutazione, in particolare per quanto concerne gli aspetti ambientali e la tutela e salvaguardia della salute dei cittadini. La decisione di mettere sotto la lente, con un soggetto terzo e competente, sia gli aspetti ambientali, sanitari, ambientali che, come amministrazione comunale, tutta la parte urbanistica/paesaggistica e gli atti circolati, è un atto di responsabilità verso la città”.