Uno primo vero stop al caldo estivo e temporali localmente forti: le date da segnare sul calendario di settembre sono tra i giorni 8 e 12 quando l’arrivo di aria più fresca dal nord Europa e dall’Atlantico è destinata ad aumentare l’instabilità atmosferica.
Molto più incerta è invece l’evoluzione successiva. Alcune emissioni a lunghissimo termine del modello americano Gfs hanno mostrato la possibile formazione di un profondo minimo depressionario sul Mediterraneo intorno alla terza decade di settembre. Quella che è al momento è solo una ipotesi, ma che mette i brividi è la formazione di un Medicane, un ciclone con caratteristiche tropicali che si potrebbe sviluppare nel Mediterraneo tra Libia e Sicilia, per sfilare poi tra mar Jonio e Egeo. Terribile la memoria del ciclone che nel settembre 2023 ha provocato gravi danni solo sfiorando il Sud Italia ma provocando un’ecatombe in Libia.
Si tratta però di uno scenario al limite dell’orizzonte previsionale del modello e con attendibilità molto bassa e serviranno conferme dalle successive emissioni e dai modelli ensemble per capire se possa realmente svilupparsi. Andiamo quindi per gradi con gli scenari previsti per la settimana.
Il maltempo in arrivo e dove
Un intenso ciclone extratropicale centrato tra l’Islanda e la Scozia sta conducendo sul Regno Unito una delle prime forti perturbazioni dell’autunno meteorologico, accompagnata da venti che localmente possono superare i 100 km/h. Martedì il fronte raggiungerà la Francia ed entro sera inizierà a interessare anche l’arco alpino, dando il via alla fase di maltempo attesa sull’Italia.

Le giornate più delicate saranno mercoledì al Nord, giovedì al Centro e tra giovedì sera e venerdì al Sud. L’instabilità potrà poi ripresentarsi a tratti sulle regioni centro-meridionali durante il weekend.
L’incontro tra aria atlantica più fresca e le masse d’aria molto calde e umide ancora presenti sul Mediterraneo potrà favorire temporali localmente intensi, con possibili nubifragi, grandinate e forti raffiche di vento. L’ingresso delle correnti atlantiche determinerà inoltre un rapido calo delle temperature, inizialmente al Nord e successivamente anche sulle regioni centrali.

Dopo l’ondata di maltempo cosa succederà? Lo scenario già per il prossimo weekend resta ancora incerto, ma con maggiore probabilità di instabilità intermittente al Centro-Sud e condizioni mediamente migliori sulle regioni settentrionali.
Quello che è certo è che dopo un’estate caratterizzata da una notevole persistenza delle alte pressioni sull’Europa, le indicazioni stagionali mostrano alcuni segnali di cambiamento con una maggiore probabilità di precipitazioni superiori alla media su parte dell’Europa meridionale e occidentale.
Questo non significa che pioverà continuamente, né permette di prevedere oggi il numero o la traiettoria delle singole perturbazioni. Indica piuttosto che, sulla scala dell’intera stagione, potrebbero presentarsi condizioni mediamente più favorevoli alle precipitazioni rispetto alla norma.
Molto più robusto è invece il segnale sulle temperature: per gran parte dell’Europa l’autunno viene indicato con una probabilità elevata di risultare ancora più caldo della media climatica.