Il club aveva deciso di andare avanti con il campione del mondo 2006 almeno fino alla sosta, nella speranza che riuscisse a invertire la rotta. Ma tutto è precipitato nella tarda serata di ieri
Una litigata e poi la fine. Sconfitte continue, visioni diverse e la decisione di mandare via Fabio Grosso. È qualcosa di clamoroso l’esonero, ma anche il nome del sostituto non è da meno perché torna Paolo Vanoli che non era stato confermato in estate e ora è stato richiamato. Al Viola Park ci sono proprietà e dirigenza per definire i dettagli con il nuovo allenatore che dovrebbe guidare la squadra già nella seduta del pomeriggio per iniziare a preparare la sfida di venerdì a Venezia, piazza che lui conosce molto bene. È precipitato invece ieri sera il rapporto fra il direttore sportivo Fabio Paratici e quel tecnico che conosceva da anni, che aveva lanciato in panchina e che aveva scelto in prima persona per guidare la panchina a Firenze.
IL TESTACODA—
Sabato scorso, dopo la sconfitta interna con il Torino, nonostante la contestazione del Franchi, la dirigenza aveva deciso di tenere Fabio Grosso e dargli almeno altre tre possibilità ovvero le due di campionato (Venezia e Napoli) oltre alla gara di Coppa Italia con il Pisa. Quindi la decisione di andare avanti almeno fino alla sosta nella speranza che riuscisse a invertire la rotta e cominciare a ottenere risultati, visto che la squadra è ancora a zero punti. Poi, nella tarda serata di ieri, il confronto diretto fra il direttore sportivo e il tecnico con il summit che si è trasformato in una diversa visione sul come andare avanti, anche per motivi di campo su alcune scelte tattiche del passato, ma pure per l’immediato futuro. Alla fine la consapevolezza che non ci fossero più le premesse per andare avanti. Un’idea talmente improvvisa che alcuni collaboratori del club sarebbero venuti a conoscenza dell’ufficialità dell’esonero soltanto nella prima mattinata di oggi. Il comunicato è infatti diventato pubblico ieri sera intorno alle 23.30. Molti tifosi viola sono andati a letto convinti della conferma a tempo di Grosso e si sono svegliati con il testacoda, che riporta in città un allenatore che già conoscono molto bene.
IL CAMBIO—
Nella notte è stato trovato l’accordo con Paolo Vanoli e mancano soltanto le firme e il comunicato ufficiale. La scelta è stata fin da subito Vanoli, l’unico candidato, perché altri profili, come Thiago Motta, che dai vari sondaggi cittadini sarebbe stato il preferito, non sono mai stati contattati. Nel primo pomeriggio ci sarà il primo allenamento diretto da Vanoli che conosce la piazza, ma ormai pochissimi giocatori perché la rivoluzione estiva gli ha trasformato quasi tutta la rosa. Ci sono soltanto sei uomini di movimento uguali rispetto alla passata stagione ovvero Fagioli, Brescianini, Ndour, Pongracic, Ranieri e Dodo. Quest’ultimo ha già ripostato, con soddisfazione sui social , la notizia del ritorno del suo ex tecnico. Fagioli è un altro che potrà trarre beneficio dal suo ritorno perché gli aveva cucito un ruoli in cui il centrocampista aveva trovato certezze. Possibile che riparta dal 4-2-3-1 che pare il più adatto alla rosa attuale e non molto diverso dal 4-1-4-1 dell’anno scorso quando aveva conquistato 29 punti nelle 19 partite del girone di ritorno. Nel complesso un anno fa, arrivato a novembre per sostituire l’esonerato Stefano Pioli, è stato in panchina per 38 gare fra campionati e coppe portando a casa 14 vittorie, 11 pareggi e 13 sconfitte.
RAPPORTO CON LA PIAZZA—
L’ultima in casa della passata stagione, Vanoli era stato l’unico a salvarsi dalla netta contestazione dell’Artemio Franchi che, dopo una stagione trascorsa a lottare per non retrocedere e la salvezza raggiunta solo alla penultima giornata, aveva contestato i giocatori, ma non il tecnico a cui la Curva aveva dedicato perfino il coro “rispettiamo solo Vanoli”. Lui aveva sperato di essere confermato, ma poi il direttore sportivo Fabio Paratici, pur avendone apprezzato il lavoro, aveva deciso di pendere Grosso, una sua scelta che ormai è decaduta e rappresenta già il passato.
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