Preferisci ascoltare il riassunto audio?

Ascolta su Spreaker.

Se utilizzi la metformina da diverso tempo, c’è un aspetto della tua salute che merita un’attenzione particolare e che spesso viene sottovalutato: i livelli di vitamina B12 (nota anche come cobalamina).

La metformina è un farmaco ampiamente prescritto, fondamentale per la gestione del diabete di tipo 2 e spesso utilizzato anche in caso di insulino-resistenza. Essendo una terapia cronica, viene assunta per lunghi periodi. Ma cosa c’entra questo principio attivo con le nostre riserve vitaminiche? Scopriamo insieme qual è la relazione e a quali segnali prestare attenzione.

L’importanza della vitamina B12

Prima di capire come interagisce con i farmaci, è utile ricordare perché questa vitamina è un pilastro del nostro benessere. La cobalamina è un elemento essenziale per funzioni vitali come:

  • La formazione dei globuli rossi;
  • Il corretto funzionamento del sistema nervoso;
  • La sintesi del DNA.

In media, il fabbisogno giornaliero per un adulto (RDA) si aggira intorno ai 2-2,5 microgrammi. Poiché i sintomi di una sua carenza possono impiegare anni a manifestarsi, una diagnosi precoce è cruciale per evitare disturbi neurologici, che a volte compaiono ancor prima di una vera e propria anemia.

Perché la metformina abbassa la vitamina B12?

Studi scientifici e pratica clinica indicano che l’uso prolungato nel tempo e i dosaggi elevati di metformina aumentano il rischio di andare incontro a una carenza di vitamina B12.

Ma come avviene questa interferenza? L’assorbimento della cobalamina è un viaggio complesso: inizia nello stomaco (dove i succhi gastrici la liberano dal cibo), passa per il duodeno e si conclude nell’intestino tenue (ileo). Qui, la vitamina si lega a una proteina chiamata “fattore intrinseco” per poter entrare nelle cellule intestinali, un passaggio che richiede l’intervento di ioni di calcio.

Il meccanismo di blocco

Sebbene il processo esatto non sia ancora del tutto chiarito, la teoria più accreditata suggerisce che la metformina interferisca proprio con questi passaggi dipendenti dal calcio. In pratica, il farmaco ostacolerebbe l’ingresso del complesso formato da vitamina B12 e fattore intrinseco all’interno delle cellule intestinali.

Tra le altre ipotesi al vaglio degli studiosi ci sono anche una possibile compromissione della circolazione enteroepatica, un accumulo della vitamina nel fegato, o una riduzione della motilità intestinale.

I campanelli d’allarme: i sintomi da non ignorare

Come facciamo ad accorgerci se i nostri livelli di vitamina B12 si stanno abbassando? Una carenza di cobalamina può lanciare diversi segnali, alcuni dei quali possono facilmente sovrapporsi (o confondersi) con quelli della neuropatia diabetica. Ecco i principali:

  • Stanchezza cronica, marcata e anomala;
  • Formicolii diffusi, o sensazione di “spilli”, a mani e piedi (parestesie);
  • Bocca infiammata, con comparsa di afte o lingua arrossata e dolente (glossite);
  • Colorito pallido o tendente al giallastro (ittero lieve);
  • Segni riconducibili a un’anemia;
  • Sbalzi d’umore, irritabilità, calo della concentrazione o appannamento cognitivo.

NOTA BENE

Se avverti uno o più di questi sintomi, evita le auto-diagnosi. Rivolgiti sempre al medico per un inquadramento corretto.

Chi rischia di più?

Non tutti i pazienti in terapia con metformina sviluppano necessariamente una carenza di vitamina B12. Tuttavia, la probabilità sale vertiginosamente in presenza di determinati fattori di rischio:

Esami e controlli: cosa fare

Il monitoraggio è molto semplice: basta un esame del sangue per misurare i livelli di cobalamina. Non esiste una tempistica universale per effettuare il prelievo; sarà il tuo medico di fiducia o lo specialista diabetologo a stabilire la frequenza ideale in base al tuo quadro clinico.

Se le analisi dovessero confermare un deficit, il medico valuterà la migliore strategia. Questo può tradursi nella prescrizione di integratori specifici di vitamina B12 o in una revisione delle terapie farmacologiche concomitanti.

Da tenere a mente: non sospendere né ridurre mai di tua iniziativa la dose di metformina. Qualsiasi modifica alla terapia deve essere concordata e guidata dal medico curante per evitare scompensi pericolosi per la tua salute.


Per approfondire:
Chi prende metformina deve controllare la vitamina B12: ecco perché