L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani si è detto “inorridito” dalle notizie secondo cui l’esercito russo avrebbe utilizzato in Ucraina un drone che ha sferrato un attacco letale in modo autonomo. “Sono inorridito dalle notizie secondo cui droni completamente autonomi lanciati dalla Federazione Russa avrebbero ucciso tre ucraini il mese scorso”, ha dichiarato Volker Türk davanti al Consiglio dei diritti umani dell’ONU a Ginevra. “Anche l’Ucraina avrebbe effettuato test sul campo con armi di questo tipo”, ha sottolineato.
Il 24 agosto il New York Times ha affermato che un drone russo autonomo pilotato dall’intelligenza artificiale avrebbe ucciso tre persone il 6 luglio a Zaporizhzhia. Secondo il quotidiano, il drone avrebbe dovuto colpire una stazione di servizio, ma avrebbe infine scelto in modo autonomo il suo obiettivo preciso, probabilmente dei serbatoi di propano. Il quotidiano britannico The Guardian ha invece parlato di un solo morto, affermando che l’attacco sarebbe stato perpetrato da un drone Molniya.
Interrogati su queste informazioni il 25 agosto durante una conferenza stampa sui droni autonomi, alti funzionari dell’ONU e del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) non hanno voluto commentarle. “Vorrei semplicemente sottolineare che le tecnologie di intelligenza artificiale e i sistemi d’arma autonomi riguardano questioni in qualche modo diverse”, aveva tenuto a precisare ai giornalisti Carolyne Mélanie Régimbal, direttrice dell’Ufficio per gli affari di disarmo dell’Onu a Ginevra.”L’intelligenza artificiale è una tecnologia che può essere integrata in un sistema d’arma autonomo, ma non costituisce, di per sé, un’arma autonoma”, aveva affermato.
La pressione esercitata dalle organizzazioni internazionali e dalle ong per regolamentare le armi letali autonome, spesso definite “robot killer”, si è notevolmente intensificata negli ultimi anni. “Mi unisco agli appelli a favore di un divieto urgente delle armi in grado di uccidere senza l’intervento umano”, ha affermato lunedì Volker Türk.
Dopo diversi anni di discussioni, sabato 128 paesi hanno raggiunto un accordo all’ONU su un rapporto che definisce le armi autonome. A novembre, gli Stati decideranno come procedere e se avviare negoziati su un trattato che disciplini tali armi, una decisione che dovrà tuttavia ottenere il consenso unanime. Secondo Lex International, un fondo filantropico con sede a Ginevra, “gli Stati Uniti, la Russia, l’India e Israele figurano tra i principali oppositori” a questi negoziati.