A Belgrado, la folla si è radunata per i funerali del criminale di guerra condannato Ratko Mladic, morto alla fine di agosto, all’età di 84 anni, mentre scontava l’ergastolo all’Aia per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi durante la guerra in Bosnia. Dopo cinque ore di camera ardente, dalle 7 di mattina, nella chiesa belgradese di San Luca Apostolo, il patriarca della Chiesa ortodossa serba, Porfirije, a mezzogiorno ha iniziato a officiare ‘l’opelo’, la cerimonia religiosa. Fuori dalla chiesa, secondo la polizia citata dai media filo-governativi, ci sarebbero almeno 8.000 persone a rendere il loro omaggio: persone di tutte le età, ex combattenti, quasi tutti con magliette o camicie nere a lutto e la presenza di molte bandiere serbe ed effigie del generale.
Fra le persone presenti in chiesa alla cerimonia figurano almeno tre ministri del governo serbo: il titolare alla Giustizia, Nenad Vujic, ministro della Giustizia, che nei giorni scorsi ha scortato personalmente la salma sul volo di Stato del governo serbo proveniente dall’Aja e che il 28 agosto, il giorno dopo la morte di Mladic, per primo annunciò gli onori militari e di Stato; il ministro della Cultura, Nikola Selakovic, fotografato mentre stringe mani alla gente radunata fuori dalla chiesa e mentre accende candele votive, e il titolare di Trasporti e Infrastrutture, Darko Glizic. Sono inoltre presenti diverse personalità di spicco della Republika Srpska di Bosnia, fra cui il presidente Siniza Karan e l’ex presidente deposto Milorad Dodik, il sindaco di Banja Luka e vari ministri.
La polizia ha chiuso le strade circostanti la città all’arrivo dei suoi sostenitori, molti con magliette che inneggiavano a Mladic e sventolando bandiere serbe. Davanti alla chiesa un enorme striscione srotolato attraverso la strada recitava: “Benvenuto, Generale, grazie a tua madre per aver dato alla luce un eroe, affinché la gloria della Serbia possa tornare”.
Il presidente serbo Aleksandar Vucic ha dichiarato che non parteciperà al funerale, affermando di non di non poter presenziare poiché impegnato in un incontro improrogabile con il presidente uzbeko Shavkat Mirziyoyev che si trova in visita a Belgrado.
Mentre in Serbia riemergono sentimenti nazionalisti, con le curve delle due principali squadre di Belgrado che hanno reso omaggio congiuntamente al criminale di guerra Mladic ieri nel corso del derby cittadino, l’Unione europea ha criticato l’atteggiamento serbo, con la commissaria europea per l’Allargamento Marta Kos che ha disdetto la propria visita nello stato balcanico affermando che glorificare un uomo condannato per crimini di guerra e genocidio in Bosnia-Erzegovina è “incompatibile con i valori su cui si fonda il percorso verso l’Unione europea”.
Gruppo parlamentari Usa: “Serbia e Rs non intervengano a funerali Mladic”
Un piccolo gruppo bipartisan di parlamentari statunitensi ha rilasciato una dichiarazione congiunta, inviando un duro avvertimento ai governi della Serbia e della Republika Srpska di Bosnia, invitandoli formalmente a non partecipare a cerimonie ufficiali e a non elogiare Mladic, definendolo “un criminale di guerra e l’architetto del genocidio di Srebrenica”. Nel testo si sottolinea che i giorni del funerale rappresentano un test cruciale per capire se Belgrado e Banja Luka siano pronte a farei conti con il passato in ottica di una futura integrazione nell’Unione Europea. Il comunicato è firmato dalla senatrice democratica Jeanne Shaheen (membro di spicco della Commissione Esteri del Senato), dal repubblicano Chuck Grassley e dal deputato dem Keith Self. Il comunicato ha anche risonanza sui media non governativi serbi come N1.
Medico di Mladic: “Non ha ricevuto le cure adeguate all’Aja. La salma riconsegnata senza documentazione medica”
Ognjen Gudelj, per molti anni medico personale Ratko Mladi?, ha denunciato quelle che a suo dire sono state cure “negligenti” ed esami del sangue e della pressione “irregolari” ricevute dal generale e criminale di guerra all’Aja, in questi ultimi tempi in cui era malato.
Sentito dall’emittente Rts mentre la salma di Mladi? in queste ore è esposta all’omaggio del pubblico nella chiesa di San Luca, dopo che i medici dell’Accademia medica militare hanno compiuto l’autopsia, ha inoltre detto che il caso sia simile a quello dell’ex presidente serbo Slobodan Milosevic, anch’egli morto, esattamente vent’anni prima, nel carcere olandese, a differenza del quale, però, ha rimarcato Gudeli, la salma di Mladic è stata restituita senza documentazione medica. “La mia affermazione secondo cui il generale è stato ucciso per inazione, la sostengo oggi, la sosterrò domani e rimarrà la verità storica”, ha dichiarato Gudelj, aggiungendo che le autorità dell’Aia “non hanno fatto nulla per confutare le sue accuse”.
76mila denunce per esaltazione Mladic, anche per vertici Republica Srpska. Sentimenti opposti nella federazione e nella Rs. Tensione anche negli stadi di calcio
In Bosnia-Erzegovina l’apologia di criminali di guerra è un reato penale, in soli sette giorni sono state presentate ben 76.000 denunce, sulla base delle quali sono stati avviati oltre 930 procedimenti penali, contro persone che pubblicamente esaltavano Mladic. E la Procura della BiH ha avviato indagine contro alcuni dei più alti funzionari della Republika Srpska (Rs), dove sono state presentate accuse penali, fra gli altri, contro l’ex presidente deposto Milorad Dodik, il sindaco di Banja Luka Drazko Stanivukovic, e il presidente dell’Assemblea nazionale della Rs, Nenad Stevandic, e del ministro del Commercio Estero, Staa Koarac.
In Bosnia, nella la Federazione (croato-musulmana) di Bosniaed Erzegovina e nella la Republika Srpska, si percepiscono sempre stati d’animo diversi: in quest’ultima si è assistito per lo più al lutto per quello cheviene definito un “eroe” “ucciso all’Aja” e “il generale che ha salvato i serbi”, mentre nel resto del Paese sono giunte condanne di tali azioni e richieste di punire coloro che, comesi dice, “negano il genocidio di Srebrenica e glorificano i crimini di guerra”.
La legge sul divieto di glorificazione del genocidio e dei criminali di guerra in Bosnia ed Erzegovina è stata adottata nel2021, quando l’allora Alto Rappresentante della comunità internazionale, Valentin Inzko, verso la fine del suo mandato, ha imposto emendamenti al Codice penale della bosniaco. Nei giorni scorsi, le associazioni di tifosi di Srebrenica e di altre città della Federazione di Bosnia ed Erzegovina hanno reagito con forza agli omaggi pubblici a Mladic nelle città della Republika Srpska e durante le partite di calcio. Un episodio di questo tipo si è verificato domenica sera, 6settembre, durante il derby tra FK Crvena zvezda e FK Partizan.
I tifosi del Borac di Banja Luka, la città capoluogo della RS, hanno nuovamente reso omaggio a Mladic nel derby di campionato contro lo Željezničar di Sarajevo la sera del 2settembre. I tifosi del Borac avevano già omaggiato Mladic durante la precedente partita del campionato boemo contro il Radnik a Bijeljina.Il Comitato Disciplinare della Federazione Calcistica della BiH ha recentemente multato il Borac, attuale campione nazionale,con una partita a porte chiuse e una sanzione di 5.000 KM (circa2.500 euro) per aver intonato cori a favore di Ratko Mladic trai suoi tifosi. Dalla Rs, un gran numero di politici e cittadini ha annunciato la propria presenza a Belgrado per i funerali.