Macerata, 7 settembre 2026 – Fa discutere la mozione sul nuovo ospedale che dovrà sorgere alla Pieve di Macerata, presentata dagli ex assessori di Forza Italia Silvano Iommi e Laura Laviano, e Marco Caldarelli dell’Udc, e poi Alberto Tombesi (Fdi) e Andrea Blarasin (Futuro nazionale). La discussione è in programma nella prossima seduta del consiglio, il 14 e 15 settembre, e poiché riguarda l’area su cui dovrà essere costruita la struttura, il timore è che produca ulteriori ritardi oltre a quelli accumulati finora (la prima pietra doveva essere posta anni fa) o possa portare a un ridimensionamento del progetto.
Iommi, qual è lo scopo della mozione di cui è primo firmatario?
“È molto semplice: far procedere più rapidamente il nuovo ospedale di Macerata, facendo ricorso all’articolo 38 del Codice degli appalti, concentrando il procedimento speciale esclusivamente sull’area realmente necessaria alla costruzione dell’ospedale”.
Nessun ridimensionamento, dunque?
“Assolutamente no. Chiediamo di separare ciò che serve davvero all’ospedale da ciò che non è indispensabile. Va distinto il progetto ospedaliero vero e proprio dalle altre aree comprese nella precedente previsione, che riguardano terreni privati e possibili sviluppi futuri”.
Qual è la precedente previsione urbanistica?
“Quella nota come variante Carancini, un ambito di circa 23,5 ettari. Ora il Piano di fattibilità tecnico-economica trasmesso dai progettisti della Regione individua l’area necessaria al complesso ospedaliero in circa 9,05 ettari, cioè 14,45 in meno”.
Qual è la vostra osservazione?
“Non è utile mantenere queste aree residue nella stessa procedura speciale, nata per accelerare la localizzazione e l’approvazione di una specifica opera pubblica. In questo modo si rischia di sottoporre a una procedura d’urgenza (o ordinaria) anche terreni che non sono indispensabili all’ospedale e che presentano ulteriori problemi urbanistici, ambientali e istruttori. La mozione nasce dalla volontà di evitare che un procedimento già complesso venga ulteriormente rallentato da questioni non indispensabili”.
Quali i passaggi per raggiungere l’obiettivo?
“Chiediamo a sindaco e giunta di limitare il procedimento speciale ex articolo 38 del Codice dei contratti pubblici alla sola area necessaria per l’ospedale; escludere dalla procedura d’urgenza i circa 14,45 ettari residui; aggiornare gli elaborati e la perimetrazione urbanistica”.
Che fine faranno le aree di cui chiedete l’esclusione?
“Vanno ricondotte alla pianificazione ordinaria, in particolare al nuovo Piano urbanistico comunale. Non chiediamo di cancellarle, ma di non trattarle oggi come se fossero indispensabili alla costruzione dell’ospedale”.