L’allenatore, senza dare indicazioni di formazione, ha aggiunto: “Questa competizione è bastarda… Noi vogliamo solo essere competitivi. Per arrivare tra le prime 8 servono 16 punti”

In mezzo alla sfilza di complimenti, ai grazie venuti dal cuore e alla stima, l’allievo ha punzecchiato il maestro col sorrisetto di chi aveva qualcosa da dire. Quando gli hanno chiesto di Mourinho e delle sue parole in sala stampa – “è strano che l’Inter non abbia vinto la Champions di recente…” – l’allenatore nerazzurro ha risposto a tono: “La domanda da porgli è se desiderava che l’Inter vincesse. Poi è un vincente, sa calarsi in delle realtà come nessuno, e questo è indubbio”. 

LUI E JOSÈ – Il gran ritorno di Chivu al Bernabeu sa comunque di emozioni. Lui che di solito ama tenersi tutto dentro: “Giocare qui è sempre un onore – ha detto Cristian, dando uno sguardo alla sala conferenze in tutte le direzioni -, e lo stadio è ancora più bello di prima, più moderno”. Nel 2010 vinse la Champions da titolare, giocando 79’. A fine partita corse nello spogliatoio per fumarsi una sigaretta liberatoria. A novembre 2025 è tornato al Bernabeu per vedere una partita di NFL, il football americano di cui è parecchio appassionato. Ora c’è la grande coppa: “Abbiamo l’obbligo di scrivere pagine importanti della storia del club. Nel 2010 è stato fantastico”. In panchina c’era Mourinho: “È una persona speciale che ho avuto l’onore di incontrare. Mi ha dato una mano in un momento difficile della mia vita e non lo dimentico”. Resta un esempio, ma ognuno ha il suo stile: “Io non ho mai copiato nessuno. Ho un’idea di calcio maturata durante gli anni da calciatore e in quelli vissuti nel settore giovanile, dove ho avuto la fortuna di sperimentare e di lavorare con le nuove generazioni”. 

AL BERNABEU – Chivu non si nasconde: “Siamo consapevoli che giocare qui non è semplice. Sono 59 anni che l’Inter non batte il Real al Bernabeu. Non vogliamo snaturarci, ma avere coraggio e personalità. Vogliamo essere dominanti anche qui. Non esiste un modo perfetto per affrontarli, ci sono giocatori che fanno sempre la differenza”. Domani Jones e Stones potrebbero partire dall’inizio, ma l’allenatore nerazzurro non ha sciolto le riserve: “Non è importante chi gioca titolare, ma il gruppo. Lo abbiamo visto in queste tre giornate in campionato. Io avrei scelto un giorno di riposo in più dopo Napoli, ma il calendario è questo e dobbiamo abituarci. La Champions è bastarda, a volte bisogna anche avere fortuna. Vogliamo essere competitivi”. Nessun paragone col passato e sugli eroi del Triplete però: “Il calcio è cambiato rispetto a 16 anni fa. Il gruppo di cui facevo parte ha scritto la storia, ma questo di oggi sta cercando di fare altrettanto. Hanno raggiunto e perso tre finali tra Champions ed Europa League, ma ci sono arrivati. Non mi piace fare i paragoni col passato”. L’importante, ora, è vincere la prima: “Per centrare gli ottavi bisogna fare almeno 16 punti, con 15 rischi. Ce la dobbiamo giocare”.

PAROLA AL CAPITANO – Qui si dice più o meno come da noi: “Calma y tranquilidad”. Lautaro Martinez s’è presentato in sala stampa con la serenità di chi non guarda alla Champions come un’ossessione: “È un obiettivo, semmai un sogno, ma un’ossessione no. Dobbiamo restare tranquilli e preparare bene la partita come abbiamo sempre fatto”. Il Toro suona la carica a modo suo, predicando calma e puntato al bersaglio grosso in silenzio. Al Real Madrid ha segnato solo al Valdebebas, nel 2020, sempre con l’Inter, ma mai al Bernabeu, ristrutturato a suon di miliardi. L’argentino risponde dalla sala conferenze dell’astronave Blanca: “Ho sentito ciò che ha detto Mbappè, giochiamo contro grandi campioni e faremo di tutto per dimostrare chi siamo. Abbiamo le nostre armi, le conosciamo bene. Poi Kylian resta uno dei migliori attaccanti al mondo…”. 

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CORAGGIO – Lautaro è fiducioso: “Vorrei giocare la mia miglior partita, siamo pronti, dovremo stare attenti alla fase difensiva. Noi abbiamo il nostro modo di giocare, e poi l’anno scorso siamo usciti presto. Bisogna reagire cercando sempre di migliorare”. Il capitano ha parlato anche del tabù scontri diretti che aleggiava sul club, caduto contro il Napoli sabato scorso: “So le voci che girano, ma io ho sempre segnato gol importanti. Voglio portare l’Inter il più in alto possibile, conosciamo la Champions e le squadre che ci sono. Il Real è una di queste, si è rinforzato parecchio”. Quando gli hanno chiesto di Dumfries non s’è sbilanciato, invece: “Hanno molti giocatori importanti, faremo il possibile per contrastarli”. Poi su Mourinho: “Non so come vivrà la sfida, bisogna chiederlo a lui, con l’Inter ha vinto trofei importanti, ma siamo concentrati su noi stessi”. Lauti ha chiuso parlando di Messi e del suo addio alla nazionale: “Porto con me ciò che gli ho detto e soprattutto il suo spirito”. Domani gli servirà.

verso real madrid-inter —  

È la vigilia del primo appuntamento di Champions League per l’Inter di Cristian Chivu. In mattinata la sua squadra ha svolto l’allenamento ad Appiano Gentile e poi è volata alla volta della capitale spagnola. Domani, ore 21, il fischio d’inizio del big match del Bernabeu.