GALLIPOLI – Il fascino della Tarsìa, la sublime e antica arte di dipingere con il legno, rivive ancora una volta in questo scampolo estate nelle calde e afose serate della Kalepolis salentina. Tornano a fare bella mostra di sé, dal 7 al 15 settembre, a Gallipoli nei locali della sede comunale di Palazzo Balsamo, nel centro storico della città bella, in via Antonietta De Pace, le creazioni artistiche del maestro Antonio Gerbino. Un artista autoctono di quella fucina di professionalità e di personalità creative di cui è ricca la terra del Salento.

La mostra, che gode del patrocinio del Comune di Gallipoli, della Regione Puglia e della Provincia di Lecce, potrà essere visitata ogni giorno, dalle 18,30 alle 23, con ingesso libero.

Un’arte magica quella della tarsìa lignea, che continua ad affascinare chi già la conosce e a “rapire” vista ed animo di chi, per la prima volta, si affaccia ad ammirarla. I soggetti delle tarsìe pittoriche di Gerbino (dai paesaggi gallipolini, alle venature dei volti degli anziani o ai nudi di donna, agli scorci di vita quotidiana o alle immagini dell’iconografia sacra) celano una musicalità segreta che suggerisce un movimento silenzioso e contemplativo ma che, al tempo stesso, imprime sul legno, in un attimo, fuggente, tutta la spiritualità e il calore della vita vissuta e del reale.

Nelle minute sfoglie di legno sapientemente accostate e nella composizione ad intarsio delle figure e dei soggetti prescelti spiccano, come normalmente avviene in un quadro dipinto su tela, i colori e i chiaroscuri che, in alcune opere, si animano in una danza malinconica. Il maestro di Parabita riesce ad infondere con questa tecnica dalle antichissime origini, ridiscendendo dai maestri di Lendinara, un’atmosfera scenica e raffigurativa paragonabile metaforicamente ad una sinfonia cromatica.

Questa pratica di dipingere il legno ha fatto di Gerbino un maestro elegante e creativo, capace di emozionare, di far amare la sua terra, di catturare come pochi altri il ritmo della natura e dell’animo.

Per lo storico gallipolino Elio Pindinelli: “nelle opere di Gerbino è come se lui dipingesse e i suoi paesaggi, particolarmente quelli della cittadina ionica da sempre a lui cari, acquistano una luce che non appartiene al giorno benché essi contengano gli elementi comuni anche diurni di una quotidianità ambientale fermata nel disegno, dal tratto deciso e sicuro, ma in cui trasfonde una chiarità opacizzata come una realtà a lungo contemplata e rilanciata in toni tenui e ardenti, nell’immobilità di un divenuto storico e paesaggistico”.

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IMG-20260904-WA0045La locandina della mostra di Antonio Gerbino.