di
Luca Goffi

Davanti al padre, indossando una maglia di Senna, il campione ha sfidato i meccanici Mercedes sin dalle ore 11 prenotando il Franciacorta : «Volevo ringraziarli e divertirci insieme, giorni così fanno la differenza a fine anno».

Nero, argento e verde acqua. La firma impressa da Kimi Antonelli sulla vittoria leggendaria al Gran Premio di Monza è destinata a restare nella mente e nel cuore degli appassionati. L’impresa d’altri tempi, caratterizzata dalla rimonta irresistibile dal fondo dello schieramento, avrebbe potuto mandare in tilt il più algido dei campioni. Eppure, l’autenticità degli Antonelli appare tetragona. Dopo il successo storico, a 60anni dall’ultima vittoria di un pilota italiano nel Gp di Monza, sarebbe stato facile affittare ville extralusso dove godersi il trionfo. Così non è stato.

A una sbandata notturna in scia all’euforia della vittoria, il ventenne ha preferito una sveglia mattiniera e i traversi controllati nell’autodromo «di casa». Tutto il circuito di Castrezzato era stato prenotato dagli Antonelli per una giornata con gli amici storici e con i suoi meccanici Mercedes. Una sfida che li ha accompagnati sino alle 17 circa: «Era un modo per ringraziare meccanici e team – ha detto a Sky, indossando una maglia dedficata al mito Ayrton Senna – ci divertiamo in compagnia guidando, anche se siamo tutti stanchi. Queste giornate possono fare la differenza a fine anno. Non pensavo di trionfare a Monza, al massimo di perdere qualche punto. Vittorie così danno una bella carica». 



















































Sui social aveva già espresso le sue emozioni: «Ho vissuto un sogno a occhi aperti — ha pubblicato Kimi sui propri account social poco prima di raggiungere la Franciacorta —. Ciò che ho vissuto è qualcosa che non dimenticherò mai, il podio di Monza è indescrivibile, il calore dei tifosi e la marea di gente che non finisce più. Voglio ringraziare tutte le persone che stanno rendendo quest’anno speciale». L’arrivo del campione (insieme al padre Marco) a Castrezzato avviene pochi minuti prima delle ore 11, giusto il tempo di salutare gli amici con cui ha condiviso le prime sportellate, infilare tuta e casco e scendere in pista a cronometro spento. 

Kimi è un campione disponibile con tutti, autografa foto e cappellini per i volontari dell’autodromo di Castrezzato e della scuderia Parolin Racing Kart. Una veloce pausa pranzo e poi di nuovo in pista a far cantare le gomme del kart insieme a coloro i quali rendono possibili piazzamenti e vittorie: i meccanici. E ora non resta che spingere i limiti un tantino più in là, un pochino più vicino alla conquista del Mondiale. Un successo che avrebbe un briciolo di brescianità: ormai il circuito franciacortino è quasi un presidio Mercedes, (con orgoglio i volontari ricordano che la scorsa settimana era presente il team principal Toto Wolff).


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7 settembre 2026 ( modifica il 7 settembre 2026 | 21:25)