L’ex numero 4, popolarissima in Cina, ha compiuto una rimonta pazzesca anche contro Swiatek. Sprofondata al 121° posto dopo un’operazione, a New York era partita dalle qualificazioni


Marco Iaria

Giornalista

7 settembre (modifica alle 22:41) – MILANO

Qinwen Zheng l’ha rifatto. Da 0-5 a 7-5, prima contro Madison Keys, oggi contro Iga Swiatek. Una volta si dice miracolo. E due volte? La differenza, rispetto al turno precedente, è che la rimonta è arrivata nel primo set, con tre set point annullati, e non al terzo, con un match point annullato. Di fronte alla polacca, testa di serie numero 8, la 23enne cinese ha tirato fuori un’altra super prestazione, imponendosi in due set: 7-5 6-3. Dopo il 2023 e il 2024, eccola ancora ai quarti agli Us Open. E pensare che aveva iniziato l’avventura a Flushing Meadows dalle qualificazioni, da numero 121 del ranking Wta. Nell’estate del 2025, infatti, Zheng si è sottoposta a un intervento chirurgico per un infortunio al gomito. 

carriera—  

Uno stop doloroso in una scalata che pareva inarrestabile: nel 2023 i primi due titoli Wta, l’ingresso nella top 20 e il premio di Most Improved Player del circuito femminile; nel 2024 la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Parigi, la finale agli Australian Open e alle Wta Finals e l’ingresso tra le prime 10; nel 2025 le semifinali a Roma e i quarti al Roland Garros. A quel punto Zheng si era issata al quarto posto della classifica mondiale. Poi l’operazione e un lungo calvario. Dopo Wimbledon, un solo torneo disputato nel 2025. Il rientro nel tour è stato molto complicato: sconfitte al primo turno a Parigi e Londra, un quarto di finale in un 250 e poco altro. Nel frattempo Qinwen è precipitata in classifica, presentandosi a New York da comprimaria. Ma ecco la rinascita, punteggiata dalle vittorie nobili su Keys e Swiatek. Nei quarti la sfida contro la vincente tra Osaka e Rybakina. Nella classifica live, Zheng è già risalita al 52° posto. Di sicuro, però, è sempre stata una top player per gli sponsor. 

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fuori dal campo—  

Nell’ultimo anno i suoi guadagni fuori dal campo sono ammontati a 22 milioni di dollari, secondo Forbes: appena sotto Gauff (28) e Sabalenka (23), ma davanti a Swiatek (15) e Rybakina (6). Non parliamo di prize money, ma dei cosiddetti endorsement: sponsor, pubblicità e sfruttamento dei diritti d’immagine. In questi anni Zheng si è posizionata quasi sui livelli commerciali di un mostro sacro in declino come Djokovic, accreditato di 25 milioni di dollari di guadagni fuori dal campo. Questo perché in Cina è popolarissima e la Cina, si sa, è un mercato sterminato. Non a caso Zheng ha costruito il suo portafoglio associandosi a una serie di marchi cinesi, tra cui Alipay, la catena di tè Chagee e il produttore lattiero-caseario Yili Group. Di recente ha stretto accordi di sponsorizzazione con Turkish Airlines e Qwen, la piattaforma di intelligenza artificiale di Alibaba. Inoltre, è stata scelta da Dior come testimonial della maison nel tennis. Senza dimenticare le partnership con Audi e Beats. La stessa Wta punta molto sul suo volto per costruire nuove connessioni con il pubblico orientale. Il suo ritorno da protagonista sul campo è un bene anche per il tour.