La strategia israeliana della decapitazione
dalla newsletter del Corriere IL PUNTO | AMERICA-CINA
(di Guido Olimpio) Estate del 2008. Tartus, sulla costa siriana. Il generale Mohammed Soleiman, alto esponente del regime, è sulla terrazza della sua villa, palazzina che «guarda» verso il Mediterraneo. Insieme a lui alcuni ospiti. Nessuno si accorge della presenza di un commando infiltratosi dal mare, tra questi un paio di tiratori scelti. Il team raggiunge una collina ad una distanza di circa 150 metri dalla residenza di Soleiman e da qui apre il fuoco. Tre spari, tre proiettili che mettono fine alla vita del gerarca. I militari si allontanano senza dare tempo a qualcuno di reagire.
La storia era nota ma ora un libro scritto dall’ex premier israeliano Ehud Olmert ha fornito conferme all’operazione condotta dalla Shayetet 13, unità speciale della Marina. L’omicidio mirato ha riguardato una figura centrale del sistema retto dagli Assad. Soleiman aveva rapporti stretti con la Nord Corea, Iran e chiunque potesse aiutare Damasco nel settore della sicurezza.
Circa nove mesi prima sempre Israele aveva distrutto nella regione di Deir ez Zour un sito nucleare costruito con l’assistenza dei nord coreani, progetto coordinato dallo stesso generale. All’epoca i siriani avevano cercato di mimetizzare l’impianto ma il Mossad lo aveva scoperto.
L’attacco contro Soleiman sarà parte di una campagna molto più ampia condotta da Tel Aviv contro i suoi avversari, in particolare la Repubblica islamica iraniana. Una strategia di decapitazione iniziata fin dalla prima parte degli anni 2000, con agguati e sabotaggi.
Restiamo in Siria. Il governo ha annunciato l’inizio della distruzione delle armi chimiche che erano in dotazione al deposto regime. Sistemi bellici che vennero usati più volte contro la guerriglia e la popolazione civile provocando un alto numero di vittime. La decisione delle nuove autorità vuole essere un ulteriore segnale di rottura con il passato ma anche un modo per tranquillizzare i vicini, in particolare Israele, che continua ad occupare vaste zone ed è stato protagonista di incursioni.