Nell’ultimo film di Nanni Moretti prima di Succederà questa notte, Il sol dell’avvenire, il regista fermava il set di un film di azione per spiegare come la composizione dell’inquadratura contribuisse alla costruzione del senso dell’immagine. Anche la postura degli attori avrebbe avuto, per lui (che a un certo punto chiama Corrado Augias) pesanti implicazioni sul discorso del film, cioè su quello che il film riesce a comunicare, tra le righe, allo spettatore.
Al netto dell’autoironia, è chiaro che Moretti utilizzi lo stesso metro di misura anche su se stesso, sul suo cinema. In Succederà questa notte, presentato in concorso al festival del cinema di Venezia, si passa un sacco di tempo a domandarsi dove questo film stia andando a parare, chi siano i protagonisti e quale sia, davvero, il centro drammatico. Poi, improvvisamente, si realizza che c’era già molto nella prima manciata di inquadrature: Matteo (Louis Garrel) è in una cabina sauna insieme alla sua fidanzata nordeuropea e a sua madre (Angela Finocchiaro). La coppia aspetta un bambino e il personaggio di Finocchiaro sta tentando di convincere quello di Garrel a rientrare in Italia. Nel farlo, utilizza le parole sbagliate. Allora la fidanzata esce all’aperto e noi la vediamo lì, in costume, nella neve, un’immagine dolorosissima per noi italiani, ma anche un’immagine di simbiosi di quella ragazza con il suo Paese d’origine.
Alberto Novelli @albertonovelliph
In una scena di poco successiva vediamo lo stesso personaggio dall’altra parte di una porta automatica che si chiude a intermittenza, e che la separa dalla famiglia italiana di Garrel/Matteo. Moretti non ha bisogno di dire come sia andata a finire la loro storia, il destino di quella coppia è già stato rivelato, non a parole ma dal senso delle immagini. Questa prima scena parla anche di legami familiari che imbrigliano, e si contrappone alle scene successive (con Jasmine Trinca e Moretti), che parlano di legami familiari che imbrigliano, sì, ma che possono anche salvare, possono tenerci a galla come un appiglio sicuro o aiutarci a trovare la strada giusta.
In queste coordinate di senso si fa spazio una storia d’amore invincibile, che trascina nella felicità e nell’infelicità Matteo e Greta (Trinca), che si inseguono attraverso gli anni e nonostante tutti gli ostacoli che li tengono separati. Ora il quadro è completo, il film parla proprio di questo: un amore travolgente, un amore folle, capace di resistere al tempo e ai vincoli familiari perché, semplicemente, è stato deciso dal destino.
In Succederà questa notte la verità è continuamente svelata dall’arte. Greta tenta la strada della recitazione. Quando la vediamo sul set, capiamo che la scena del film che sta girando è perfettamente rappresentativa della sua condizione esistenziale, un aspetto che per il resto resta bene o male nascosto nella sua vita di tutti i giorni. Una parte di Succederà questa notte si svolge in una libreria, in una scena i personaggi comunicano i propri sentimenti attraverso la lettura dei passi di un libro. All’improvviso, e per una scena soltanto, la forza della passione viene liberata in un momento da musical. E poi ci sono tante fantasticherie, che ascriveremmo al regno della finzione.
Succederà questa notte, un film che rispetta i suoi tempi
Succederà questa notte è un film dilatato, che sembra indeciso sulla direzione da prendere, invece sta soltanto rispettando il suo passo. È un film pieno di digressioni, certo, ma con una sua coerenza tematica. A volte la regia e la direzione degli attori possono apparire incerti, tra Garrel che imita il Moretti attore e una telefonata tra Matteo e la dottoressa del padre recitata e montata abbastanza male. Ma tutto sommato il film riesce a offrire diversi spunti di riflessione, facendoci anche appassionare a qualche personaggio, in particolare al padre di Matteo, interpretato da Hippolyte Girardot e protagonista di una bella scena girata (davvero) a un concerto di Bruce Springsteen. Non il film migliore di questa Venezia 2026 ma uno di quelli che ci ha fatto piacere vedere.
Succederà questa notte sarà al cinema dal 3 dicembre con 01 Distribution.
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Guardo film e gioco a videogiochi, da un certo punto della vita in poi ho iniziato anche a scriverne. Mi affascinano gli angolini sperduti di internet, la grafica dei primi videogiochi in 3D e le immagini che ricadono sotto l’ombrello per nulla definito della dicitura aesthetic, rispetto alle quali porto avanti un’attività di catalogazione compulsiva che ha come punto d’arrivo alcuni profili Instagram. La serie TV con l’estetica migliore (e quella migliore in assoluto) è comunque X-Files, che non ho mai finito per non concepire il pensiero “non esistono altre puntate di X-Files da vedere per il resto della mia vita”. Stessa cosa con Evangelion (il manga).

