di
Redazione Roma
Secondo gli accertamenti della Procura, Monzino avrebbe acquisito le conversazioni il 5 luglio, riprendendole dal telefono della vittima
È stata chiusa dal sostituto procuratore, Eliana Dolce, della Procura di Roma, l’inchiesta che vede indagato l’imprenditore e pr Federico Monzino per il presunto tentativo di estorsione ai danni di Raoul Bova. L’ipotesi contestata è quella di tentata estorsione e violazione della corrispondenza. Con l’avviso di conclusione delle indagini la difesa ha 20 giorni per presentare memorie o chiedere l’interrogatorio dell’indagato. Dopo questo passaggio il pm può formalizzare la richiesta di rinvio a giudizio, per l‘imprenditore si va verso il processo.
Sciacallaggio mediatico
Secondo l’avvocato David Leggi, legale di Bova, «le indagini svolte dalla Procura hanno consentito di fare luce su uno degli episodi più squallidi di sciacallaggio mediatico da parte di coloro, indagati e non, che per denaro e vanità, non esitano a travolgere chiunque abbiano di fronte. La vicenda di Raoul testimonia che è giusto denunciare alle Istituzioni e non piegarsi a ricatti di sorta».
Conversazioni riservate
Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe cercato di ottenere denaro minacciando la pubblicazione di conversazioni riservate tra l’attore e una fotomodella. Il fascicolo d’indagine nasce dalla vicenda degli audio diventata di dominio pubblico nell’estate del 2025 dove secondo gli accertamenti della Procura, Monzino avrebbe acquisito le conversazioni il 5 luglio, riprendendole dal telefono della vittima. Pochi giorni più tardi, il 9 luglio, avrebbe fatto ascoltare il materiale a Fabrizio Corona, con l’obiettivo di favorirne la successiva circolazione sui social.
Vai a tutte le notizie di Roma
7 settembre 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA