di
Francesca Basso
Le congratulazioni di Musk e l’allarme del premier Sánchez
DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
BRUXELLES – È l’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas a non tirarsi indietro e a commentare il risultato delle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt, che hanno sancito la vittoria del partito filorusso AfD. Perché la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen se ne è guardata bene durante la conferenza stampa a Nuuk, dove si trovava ieri per rafforzare i legami e la cooperazione tra Ue e Groenlandia: «Nella Commissione vige una regola d’oro: non commentare mai le elezioni nazionali e, di conseguenza, nemmeno quelle regionali», ha detto la politica tedesca.
Invece l’ex premier estone, ribadendo che «naturalmente spetta al popolo tedesco, in quanto Paese democratico, fare le proprie scelte», ha messo in evidenza che «ciò che preoccupa è il segno che le minacce si stanno avvicinando all’Europa». Kallas ha ricordato il caso di Lipsia e gli atti di sabotaggio attribuiti a Mosca e ha puntato il dito contro i partiti che «sono in qualche modo ciechi davanti a questa minaccia». Dunque Kallas teme che l’Europa si ritrovi «in una situazione in cui non abbiamo fatto abbastanza per essere in grado di dissuadere le minacce e di difenderci».
Non è un caso, dunque, se a Mosca hanno brindato per la vittoria di Ulrich Siegmund. Per l’inviato speciale di Putin, Kirill Dmitriev, «la storica vittoria umilia l’arroganza, la ristrettezza mentale, il bellicismo, l’inettitudine e l’ipocrisia della screditata coalizione di governo tedesca». Ma hanno esultato anche a Washington. Il presidente Usa Donald Trump ha pubblicato domenica sul suo social Truth un grafico con le proiezioni che indicavano l’AfD in netto vantaggio, senza aggiungere alcun commento ma con chiara soddisfazione. Mentre Elon Musk si è congratulato su X con «Gut gemacht», cioè ben fatto. E pensare che l’AfD ha preso le distanze da Trump e dal mondo Maga in aprile per evitare ripercussioni negative alle elezioni: il partito aveva chiesto ai propri deputati di ridurre le visite negli Stati Uniti. Dettagli. L’ex ambasciatore Usa in Germania Richard Grenell ha celebrato la «grande vittoria» e parlato «di un nuovo giorno per la Germania». Critico, invece, il premier spagnolo Pedro Sánchez: ha sottolineato che «la minaccia estremista, in gran parte grazie alla resa della destra tradizionale, sta guadagnando terreno in Europa e nel mondo». Sánchez ha enfatizzato l’unicità di Madrid: «Il mondo ci guarda».
Sui legami dell’AfD con la Russia si è concentrato il vice ministro degli Esteri polacco, Ignacy Niemczycki: «L’AfD è un partito che mette in discussione l’ordine europeo… Mi aspetto un cambiamento nella politica estera della Germania». Il premier slovacco Robert Fico, che insieme a Viktor Orbán faceva il tifo per il Cremlino al tavolo del Consiglio europeo, ha auspicato su X che ora il governo tedesco non presenti la «guerra con la Russia» come «l’unica alternativa per distogliere l’attenzione dalla sconfitta dei partiti al governo». Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha sottolineato invece che «il programma dell’AfD è un tradimento dello spirito europeo» e che «la nostra prima responsabilità è resistere alla normalizzazione delle idee di estrema destra». E il presidente del gruppo dei Patrioti Jordan Bardella ha detto al programma Quarta Repubblica: «L’Ue da troppi anni fa molta fatica ad accettare le scelte popolari che non condivide».
La co-presidente dei Greens al Parlamento Ue, Terry Reintke, ha sottolineato che «il forte risultato dei Verdi dimostra che molte persone in Sassonia-Anhalt stanno attivamente resistendo a questa svolta verso l’estrema destra e vogliono difendere la democrazia» e che «Merz ha fallito con la sua linea radicale di austerità». Per Jeronim Zettelmeyer, direttore del think tank Bruegel, il risultato delle urne «è una brutta notizia non solo dal punto di vista politico, ma anche per il futuro della politica economica in Germania. La riforma dello Stato sociale, compresa la tanto necessaria riforma delle pensioni, è appena diventata molto più difficile».
7 settembre 2026
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