La svolta arbitrale piace. Chivu: “Il gioco scorre, è divertente”. Gasperini: “Col vecchio regolamento la nostra rimonta non sarebbe stata possibile”

Il designatore Daniele Orsato, elettricista, ha avuto un’illuminazione: riportare il calcio a concetti del passato. Ha diminuito l’influenza del Var – le chiamate sono diminuite drasticamente – e l’approccio ai contatti è cambiato: se possono, gli arbitri fanno giocare. Sul Var la discussione è aperta, perché abbiamo visto più di un errore non corretto, ma la lotta al fischio eccessivo è piaciuta a tutti. “Il calcio è un gioco maschio, è bello per quello – ha detto Allegri -. Altrimenti giocheremmo uno sport in cui non c’è contatto”. Allo stesso tempo, il campionato è stato influenzato dalle novità introdotte dall’Ifab al Mondiale. Questione di secondi che, sommati, cambiano il ritmo delle partite. Ora ci sono 5 secondi di tempo per battere rimesse laterali e rinvii dal fondo: se si supera il limite, possono scattare l’inversione della rimessa laterale o un calcio d’angolo per la squadra che attacca. Quando c’è un infortunio, un giocatore curato dai medici deve restare fuori dal campo un minuto, esclusi i casi del portiere e dei falli da cartellino. Con le sostituzioni, ci sono 10 secondi di tempo per effettuare il cambio. Sembrano dettagli, non lo sono. 

CHIVU E GASP NEL WEEKEND—  

 Gli allenatori in queste settimane hanno applaudito gli effetti del cambiamento (e un po’ è strana, questa armonia tra tecnici urlanti a bordo campo e odiati uomini con fischietto). Cristian Chivu, dopo la vittoria dell’Inter sul Napoli: “Voglio fare i complimenti alla gestione degli arbitri in queste prime tre giornate. Il gioco scorre, è divertente, non ci sono più perdite di tempo. Stanno mantenendo una linea che piace a tutti”. Gasperini poche ore dopo, ripensando al 2-1 della Roma sull’Atalanta: “Col vecchio regolamento questa rimonta non sarebbe stata possibile. In passato, abbiamo visto finali di partita inguardabili, in cui tutti perdevano tempo. Non dobbiamo mollarla questa cosa, perché ha cambiato il calcio”. 

IL RECORD DI ATALANTA-BOLOGNA—  

 Gasperini ne aveva parlato anche dopo la vittoria sulla Fiorentina alla prima giornata (“Finalmente si gioca di più, che bello”) e in questo inizio stagione anche Fabregas ha votato sì: “Le partite sono più divertenti con le nuove regole”. È evidentemente un’onda che parte dal Mondiale e arriva al campionato. Alla fine della scorsa stagione, la Serie A era ultima tra i cinque grandi campionati europei per tempo di gioco effettivo: circa 54 minuti a partita, contro i 55 della Premier League e i 56 della Ligue 1. In questo 2026-27, invece, c’è una dilatazione temporale che piacerebbe a Einstein. Nella prima giornata, si sono giocati in media cinque minuti in più a partita e nella seconda è arrivato il record di Atalanta-Bologna, la gara di A con il maggiore tempo effettivo di sempre: si è giocato per 68 minuti e 12 secondi. Un’infinita, considerato che l’ora di gioco è sempre stato uno spartiacque psicologico tra partite troppo spezzettate e partite godibili. 

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HANNO UCCISO LO 0-0—  

 Questo primo sabato di settembre, in particolare, è clamoroso: il Toro ha battuto la Fiorentina con gol all’82’, l’Inter ha ribaltato il Napoli segnando il 2-2 all’82’ e il 3-2 al 91’, la Roma ha fatto il 2-1 sull’Atalanta nel recupero del secondo tempo, la Juve ha pareggiato col Milan con un gol al 92′. Un elogio a Cesarini, l’oriundo che segnava sempre nel finale. Un invito a non andare via dallo stadio. La morale così diventa banale ma chiara: se si riducono le perdite di tempo, c’è meno spazio per l’ostruzionismo e i finali si accendono, anche per la difficoltà maggiore nella gestione della stanchezza.