di Chiara Amati
Eurospin è l’insegna più vantaggiosa per chi sceglie articoli meno cari sugli scaffali; Spazio Conad vince con i prodotti a marchio del supermercato, mentre Ipercoop e Spazio Conad sono in testa per quelli di marca. Secondo i calcoli dell’associazione, una famiglia di quattro persone può arrivare a risparmiare fino a 3.790 euro l’anno
Quasi 3.800 euro in un anno. È quanto può arrivare a risparmiare una famiglia di quattro persone scegliendo i prodotti più economici nella catena risultata meno cara per questo tipo di spesa. A calcolarlo è Altroconsumo nella indagine 2026 realizzata confrontando 1,5 milioni di prezzi in 1.158 punti vendita tra supermercati, ipermercati e discount di 67 città italiane. Le rilevazioni sono state effettuate tra il 16 febbraio e il 13 marzo 2026 e hanno interessato 124 categorie di prodotti tra le più acquistate secondo l’Istat. Il risultato più interessante è che non esiste un’unica insegna più conveniente per qualsiasi tipo di spesa: le classifiche cambiano a seconda che nel carrello finiscano i prodotti meno costosi presenti sugli scaffali, quelli a marchio del supermercato, i prodotti delle grandi marche oppure un assortimento misto. L’indagine fotografa anche un rallentamento dei rincari, sebbene i prezzi restino elevati. Nei supermercati, ipermercati e discount visitati, Altroconsumo ha registrato a febbraio-marzo 2026 prezzi superiori dell’1% rispetto all’anno precedente. Nel 2025 l’aumento rilevato era stato del 2%, mentre nel 2023 aveva raggiunto il 12%.
Eurospin prima per i prodotti meno cari
Per confrontare le insegne, Altroconsumo ha elaborato i prezzi raccolti attraverso calcoli e ponderazioni e costruito un indice su base 100, che misura il posizionamento di prezzo delle catene rispetto alla loro piazza competitiva. Nelle singole classifiche, 100 corrisponde all’insegna più economica; un indice 110, per esempio, indica prezzi superiori del 10% rispetto alla prima classificata.
Nel carrello costruito scegliendo i prodotti più economici disponibili sugli scaffali, Eurospin conquista il primo posto con indice 100. In questa categoria sono soprattutto i discount a occupare le posizioni migliori. La prima insegna tradizionale è Ipercoop, con indice 117: significa che per questo tipo di spesa i prezzi risultano superiori del 17% rispetto alla prima classificata. La distanza cresce arrivando verso il fondo della graduatoria: Carrefour Market registra un indice di 135. È quindi sul cosiddetto «primo prezzo» che emergono alcune delle differenze maggiori tra le insegne analizzate.
Spesa mista: Eurospin e In’s tra i discount, Dok tra super e iper
La situazione cambia quando nel carrello finiscono prodotti di diverso tipo, quindi articoli economici, a marchio del supermercato e delle grandi marche. Tra i discount, Eurospin e In’s sono le insegne più convenienti dell’indagine per la spesa mista: scegliendole, secondo Altroconsumo, si può spendere il 16% in meno rispetto a Todis, la più cara della relativa classifica. Per chi preferisce supermercati e ipermercati, invece, al primo posto c’è Dok, novità al vertice della classifica 2026. In questo caso il divario si riduce: la differenza rispetto a Carrefour Market, ultima classificata, è del 10%.
Prodotti di marca: Ipercoop e Spazio Conad in testa
Per chi riempie il carrello soprattutto con prodotti delle grandi marche, le distanze tra le insegne diventano più contenute. In cima alla graduatoria si trovano Ipercoop e Spazio Conad, seguite da Famila ed Esselunga. Tra Ipercoop e Spazio Conad, in testa alla classifica, e Carrefour Market, ultima, la differenza arriva al 7%. Quando si acquistano prodotti di marca, dunque, i prezzi rilevati nelle diverse catene risultano più allineati rispetto a quanto accade con i prodotti più economici presenti sugli scaffali.
Prodotti a marchio del supermercato: vince Spazio Conad
Un’altra graduatoria riguarda i prodotti con il marchio dell’insegna, considerando le linee standard e non quelle premium. In questo caso la catena più conveniente della rilevazione è Spazio Conad. Scegliendo i suoi prodotti si può spendere il 19% in meno rispetto a Eurospar, ultima classificata per questa tipologia di carrello. Altroconsumo segnala anche il miglioramento di Esselunga che nel 2025 figurava tra le insegne più care per i prodotti a proprio marchio e nel 2026 sale invece nelle prime posizioni. Percorso opposto per Carrefour: prima nel 2025, quest’anno scende a un indice di 105.
Come si arriva a risparmiare 3.790 euro l’anno
È il numero che colpisce di più dell’indagine, ma va letto tenendo presenti le condizioni sulle quali è calcolato. Per una famiglia di quattro persone che, secondo le stime di Altroconsumo, spende mediamente 9.450 euro l’anno per la spesa, il risparmio può arrivare a 3.790 euro, pari al 40%, acquistando i prodotti più convenienti nella catena risultata meno cara per questo tipo di carrello: Eurospin. Non significa, quindi, che sia sufficiente cambiare supermercato per risparmiare quasi 3.800 euro. Per raggiungere quella cifra bisogna modificare anche ciò che si acquista, orientandosi verso i prodotti meno costosi. Più in generale, i risparmi più consistenti stimati dall’associazione, compresi tra 1.695 e 3.790 euro l’anno, si ottengono cambiando in maniera più decisa le proprie abitudini: scegliendo Eurospin per i prodotti più economici, Eurospin o In’s per la spesa mista nei discount oppure privilegiando i prodotti a marchio di Spazio Conad.
Il punto vendita meno caro tra quelli visitati è a Treviso
Accanto alle classifiche delle insegne, Altroconsumo ne ha realizzata un’altra dedicata ai singoli punti vendita visitati nelle 67 città. È una distinzione importante: in questo caso vengono confrontati supermercati e ipermercati sulla base dei prezzi dei prodotti di marca più diffusi. Il negozio che ottiene l’indice più basso dell’intera rilevazione è il Mega di Treviso, con 100. Al secondo posto, con indice 101, si trovano due Coop di Lucca e l’Iperal di Cinisello Balsamo, nell’area milanese. Secondo i calcoli dell’associazione, scegliendo questi punti vendita la spesa annua si aggira intorno ai 6.500 euro, circa 900 euro in meno rispetto ai 7.390 euro della spesa media familiare al supermercato utilizzata come riferimento dall’indagine e stimata sulla base dei dati Istat. Nelle prime posizioni compaiono diversi punti vendita del Nord, soprattutto in Veneto e Lombardia, ma quest’anno emerge anche la Toscana. Al Sud, il primo negozio in classifica è lo Spazio Conad di Cavallino, vicino a Lecce, con indice 107, seguito dallo Spazio Conad di Taranto e dall’Ipercoop di Foggia, entrambi a 108.
A Milano scegliere il supermercato può valere 1.390 euro l’anno
Quanto conta il singolo negozio in cui facciamo la spesa? In alcune città parecchio. Altroconsumo ha confrontato il punto vendita meno caro e il più costoso tra quelli visitati nello stesso centro urbano. Milano è la città in cui emerge il divario maggiore: facendo la spesa nel punto vendita meno caro visitato anziché nel più costoso, una famiglia può risparmiare fino a 1.390 euro l’anno, pari al 18%. Seguono Bologna, Treviso, Reggio Emilia e Venezia, tutte con differenze superiori a 1.100 euro annui. Il confronto va però interpretato con cautela, soprattutto per alcune città del Mezzogiorno. Altroconsumo precisa, infatti, che in alcuni centri non è sempre stato consentito ai rilevatori l’accesso ai negozi e che, di conseguenza, è stato possibile confrontare un numero ridotto di punti vendita.
Le città dove la spesa costa meno
Se invece di confrontare il negozio più economico con quello più caro si considera il costo medio della spesa nelle città analizzate, è la Toscana a dominare la classifica. Pistoia, Lucca, Firenze e Prato risultano le città meno care dell’indagine, con una spesa media familiare di circa 6.900 euro l’anno. Seguono Mantova e altre città toscane e venete. All’estremo opposto si trovano Genova, Sassari, Aosta e Teramo, dove la spesa media stimata arriva a circa 7.700 euro. Anche a livello regionale emergono differenze: Veneto e Trentino-Alto Adige risultano le regioni meno care tra quelle analizzate, con circa 7 mila euro di spesa familiare annua, mentre Val d’Aosta e Lazio arrivano a circa 7.900 euro, il 13% in più.
Come è stata realizzata l’indagine
Tra il 16 febbraio e il 13 marzo 2026 Altroconsumo ha registrato i prezzi in 1.158 supermercati, ipermercati e discount selezionati secondo criteri di rappresentatività territoriale. Per ciascuna delle 124 categorie considerate, individuate tra quelle più acquistate secondo l’Istat, sono stati rilevati i prezzi dei prodotti effettivamente presenti sugli scaffali al momento della visita, comprese le promozioni. I punti vendita non erano stati avvisati dell’arrivo dei rilevatori. Per entrare nelle classifiche nazionali, supermercati e ipermercati dovevano essere presenti in almeno cinque regioni e Altroconsumo doveva aver visitato almeno nove loro punti vendita; per i discount sono state considerate le insegne delle quali erano stati visitati almeno 25 negozi.
Per questo è importante parlare delle insegne e dei punti vendita più convenienti dell’indagine, non dei supermercati più economici d’Italia in senso assoluto. Il risultato, però, resta significativo: a seconda dell’insegna, del singolo negozio e soprattutto del tipo di prodotti che scegliamo, la spesa può avere un peso molto diverso sul bilancio familiare.
8 settembre 2026
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