di
Simone Innocenti

Il verbale di Antonia, la madre della vittima del femminicidio di Barberino di Mugello: l’aveva minacciata con un coltello

Antonia, la mamma di Lorena Isceri, viene convocata in questura, a Lecce, nel pomeriggio del 3 settembre. Tocca alla squadra mobile diretta da Massimiliano Migliaccio comunicarle la peggiore delle notizie: sua figlia è stata uccisa. Davanti alla polizia, questa donna a pezzi dice tutto ciò che sa sulla relazione fra sua figlia e Federico Vella. Ricostruisce il crescendo di violenze, fino alla fuga di Lorena in Puglia, poco prima che venisse uccisa.
Il verbale — agli atti dell’inchiesta diretta dal pm Antonio Natale della Procura di Firenze — racconta una storia nata in un contesto di normalità.

Il principio: «Mia figlia e Federico si sono conosciuti nell’ottobre 2024 a Firenze, frequentavano la stessa palestra», dice ai poliziotti Antonia Argentiero. Spiegando che all’inizio Lorena era titubante per via della differenza di età. Ma il rapporto travolge qualsiasi dubbio e così si mettono assieme. Tutto sembra procedere a gonfie vele, in quel crescendo di entusiasmo che caratterizza al principio molte relazioni. «Per mesi le cose vanno benissimo — prosegue — tanto che mia figlia e Federico convivono nella casa di lui, al Galluzzo».



















































L’idillio si incrina quando, ad aprile scorso — così ricostruisce sua madre — Lorena si accorge di qualcosa: sul cellulare di Federico legge dei messaggi indirizzati a un amico. Federico gli confida di essersi innamorato di un’altra donna. E Lorena — spiega ancora la signora — decide di chiudere. «Mia figlia gli dice che vuole mettere un punto, lui reagisce prendendo i regali che lei gli ha fatto e scagliandoli a terra». Lorena si ferisce ai piedi con i vetri.

È una prima avvisaglia: il rapporto si raffredda ma Federico continua a essere pieno di «accortezze». E Lorena non chiude del tutto. Forse, pensa che le difficoltà si possano superare, di riuscire a perdonarlo. Così, ad agosto partono insieme per le vacanze. «Ma rispetto a prima lei aveva paura delle sue reazioni aggressive», sottolinea la signora. E svela che durante il viaggio in Grecia Lorena «scrive un messaggio alla sua ginecologa confidandole che la storia non va». Federico lo legge e si infuria. La rimprovera. Sostiene che lei lo ha tradito confidando cose private e intime ad altri. Al ritorno dalle vacanze, lui si rifiuta di ridarle i suoi oggetti personali.

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Dal 7 al 15 agosto Federico e Lorena vanno da uno psicanalista, che mette Vella alla porta per averlo accusato di aver preso soldi da Lorena. «Sei pagato per farci lasciare», gli avrebbe detto. Prima di Ferragosto — e dopo questa seduta — c’è un nuovo incontro, c’è una discussione. Ma le cose precipitano. I due si vedono probabilmente a casa del 36enne — racconta ancora la madre di Lorena — dove Federico la minaccia col coltello. «Non sono in grado di riferire come sia riuscita a sfuggirgli», dice la madre, che spiega come Lorena sia scappata di casa e sia andata via con il suo Suv. «Lui si è gettato per terra, per impedirle di andare via. Dopo questo episodio non ha più voluto vederlo», prosegue il verbale. Per questo Lorena si rifugia dai suoi genitori in Puglia: «Dal 15 al 28 agosto nostra figlia rimane a casa. Ha paura. Lui la tempesta di messaggi e di telefonate», può testimoniare Antonia avendo assistito a questo tormento. Ma Lorena deve tornare a Firenze: è lì la sua vita, lì il suo lavoro.

Siamo al primo settembre: Federico manda a Lorena un messaggio per dire che è dispiaciuto, che vuole seguire un percorso da un analista: le manda il nome del professionista che ha scelto, ma che non risulta essere iscritto all’ordine dei medici. Tre giorni dopo Vella la ucciderà.
Quel giorno, «mi ha chiamato più volte, io non ho risposto. Mi ha scritto: “Sei perfida”. L’ultimo messaggio alle 14.58: “Tua figlia è morta”».


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8 settembre 2026 ( modifica il 8 settembre 2026 | 08:12)