di
Rosanna Scardi

L’ex calciatrice dell’Inter femminile, ora opinionista tv, è figlia di Giuseppe, storico capitano e viceallenatore dell’Inter e nipote di Franco, bandiera del Milan. È ricoverata al San Raffaele

«Se volevo essere paziente, mi facevo ricoverare. Eccomi, non sono scomparsa. Sono qui da martedì sera e dovrò rimanerci ancora per un pochino di giorni, per fortuna niente di grave, ho un’infezione renale con due piccoli ascessi che spero si risolvano entro la fine della prossima settimana. P.S. Per fortuna ho la dieta libera!». Regina Baresi, calciatrice milanese (è figlia di Giuseppe, storico capitano e viceallenatore dell’Inter e nipote di Franco, bandiera del Milan), comunica ai follower, attraverso un post sulla sua pagina Instagram, il ricovero in ospedale per una grave infezione renale. L’ex attaccante dell’Inter femminile, ora opinionista tv, pubblica anche una foto nel letto del San Raffaele. Il successivo post è un lungo messaggio commovente dedicato al compagno Lorenzo, corredato da uno scatto insieme.

 «Ci sei stato dal primo secondo – scrive Baresi – senza lasciarmi da sola un attimo. Siamo arrivati al ps che stavo malissimo, abbiamo passato la notte vicini con la paura della febbre a 39,5 che non scendeva e non dimenticherò mai le ore su quelle seggioline verdi così scomode e così fredde. Tenere la tua mano, guardarti negli occhi, vedere un tuo sorriso mi tranquillizzavano. Dopo 24 ore di attesa, il ricovero. Giorni chiusa qui dentro, giorni in cui misuravamo la febbre sperando scendesse. Hai fatto i salti mortali per stare più tempo possibile con me, tutta la strada avanti e indietro dal lavoro all’ospedale, il traffico, la stanchezza. Eppure c’eri sempre».



















































Il racconto prosegue elencando i gesti d’amore che le hanno permesso di superare la preoccupazione per lo stato di salute. «La doccia fatta ogni sera qui – prosegue la calciatrice -, i vestiti di cambio in un borsone, pranzo e cena senza grandi richieste, ma eri qui, ogni volta tornavi e questa è stata la dimostrazione più grande che potesse riempirmi il cuore. Mi hai portato la Nutella, mi hai portato il nocciolino, mi hai portato piccoli pezzettini di casa che ci facevano sentire un po’ meno stranieri. E poi mi hai fatta sentire bella, nonostante tutto. E quando ogni giorno dalla vetrata della stanza ti vedo in strada camminare verso l’ingresso, il mondo torna a colori. Sei stato la mia cura. Sei la mia cura. Ti ringrazierò per sempre. Presto torniamo a casa insieme. Grazie a te ho un treno da perdere. Ti amo».


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8 settembre 2026 ( modifica il 8 settembre 2026 | 08:59)