Un totale di 2,9 miliardi di miliardi di dollari. È questo il valore medio stimato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia riguardo ai volumi economici spostati dal mercato automotive ogni anno. Nonostante questo, il mondo delle due e delle quattro ruote è piuttosto arretrato rispetto ad altri grandi settori, come l’informatica, l’IA e l’elettronica, per quanto riguarda i movimenti e gli interessi di capitali che genera. Questa è la prima ragione per cui nella classifica degli imprenditori più ricchi stilata da Forbes e aggiornata al 2 settembre 2026, al di fuori della prima posizione occupata inevitabilmente da Elon Musk legato al mondo dell’auto per via di Tesla, tutti gli altri magnati del settore occupano gradini ben inferiori nella classifica generale. Un altro motivo è legato al fatto che molte case automobilistiche ottengono finanziamenti da più fondi, ragione per cui il principale azionista di un marchio potrebbe controllare una piccola parte delle azioni del marchio, e di conseguenza potrebbe avere un patrimonio relativamente ridotto nonostante il proprio ruolo di rilevanza all’interno del gruppo. In aggiunta, per molti di questi imprenditori i capitali investiti nel mondo dell’auto non consistono nella principale voce d’entrata, in quanto attivi in maniera più intensa su altri mercati dai volumi economici (o dalle quotazioni azionarie) più consistenti.