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Redazione Online
L’obiettivo, ha fatto sapere il ministro degli Esteri bosniaco, è di ridurre al minimo le relazioni diplomatiche tra Bosnia e Serbia. Condanna anche dai vertici Ue: per von der Leyen i funerali «contraddicono il percorso del Paese verso l’Unione»
Il ministro degli Esteri della Bosnia-Erzegovina, Elmedin Konaković, ha annunciato il ritiro della maggior parte del personale dell’ambasciata a Belgrado, con l’obiettivo di ridurre al minimo le relazioni diplomatiche tra Bosnia e Serbia, dopo gli eventi e le dichiarazioni seguiti alla morte di Ratko Mladic. Anche dalla Ue arrivano parole di condanna: i massimi vertici delle istituzioni di Bruxelles, Ursula von der Leyen e Antonio Costa, hanno diffuso comunicati di disapprovazione e dichiarato che questi «funerali da eroe» sono contrari al percorso europeo della Serbia.
La risposta della Bosnia
In una conferenza stampa, Konaković ha dichiarato che avrebbe ritirato tutti i dipendenti sotto la sua giurisdizione, mentre l’ambasciatore e il console rimarranno in carica, in quanto nominati dalla Presidenza della Bosnia.
Parte del lavoro attualmente svolto a Belgrado verrà trasferito alle ambasciate a Zagabria e Podgorica. «Se potessi, interromperei immediatamente le relazioni diplomatiche con la Serbia. Quello che posso fare è adoperarmi per ridurre al minimo le relazioni», ha affermato Konaković.
I funerali organizzati per Mladic a Belgrado hanno attirato ieri nella capitale serba migliaia di persone. Maxischermi sono stati montati per permettere ai cittadini di dare l’addio al boia di Srebrenica, morto a 84 anni nel carcere Onu dell’Aia, dove si trovava per scontare l’ergastolo.
La condanna da parte dei vertici Ue
«Gli elementi di appoggio ufficiale e la presenza di alcuni alti funzionari serbi al funerale sono profondamente deplorevoli». Lo scrive sui social la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in un post congiunto con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. Von der Leyen parla di «immagini scioccanti» e commenta il «fallimento nel confrontarsi con un capitolo oscuro della recente storia europea e contraddicono i valori che sottendono il percorso della Serbia verso l’Unione Europea. I nostri pensieri sono con tutte le vittime dei crimini commessi nei paesi dell’ex Jugoslavia».
Dall’Aia, dove Mladic è morto in carcere condannato per crimini contro l’umanità, crimini di guerra e genocidio, scrive anche il ministro degli Esteri olandese Tom Berendsen. «L’onore conferitogli a Belgrado dallo Stato e’ incompatibile con i valori europei ed e’ profondamente doloroso per le vittime e le loro famiglie», ha commentato su X. I Paesi Bassi «sostengono le voci in Serbia e in tutta la regione che chiedono responsabilità, riconciliazione ed educazione sul passato».
Riprovazione anche da Ankara. Il portavoce del ministero degli Esteri turco, Oncu Keceli, ha criticato aspramente la cerimonia, definendola «inaccettabile»: «È inaccettabile che il funerale di Ratko Mladic, condannato in via definitiva dai tribunali internazionali per genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra, venga strumentalizzato fino a negare i gravi crimini commessi e le sofferenze impartite». Keceli ha sottolineato che il rifiuto delle sentenze dei tribunali o i tentativi di trasformare in eroi persone condannate per tali crimini danneggino gli sforzi portati avanti con determinazione da anni per promuovere la pace e la riconciliazione nella regione.
8 settembre 2026 ( modifica il 8 settembre 2026 | 13:10)
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