Riducendo la pittura a un equilibrio rigoroso di linee ortogonali e campiture primarie, Piet Mondrian ha distillato l’assoluto visivo, rifondando la grammatica dell’arte moderna. Per questo, la grande maggioranza dei suoi capolavori neoplastici è blindata nei grandi musei del pianeta, dal Kunstmuseum dell’Aia al MoMA di New York. Ne consegue che parlare del suo mercato significa fare i conti con una scarsità strutturale di opere, e una relativa concentrazione di attenzioni ogni volta che un suo lavoro compare in asta.

Secondo Artprice, il mercato di Mondrian procede infatti a fiammate, guidato quasi esclusivamente dalla comparsa di singoli lotti eccezionali. Basti pensare che nel 2025 l’artista è balzato al 19° posto della classifica globale dei fatturati con oltre 54 milioni di euro e una crescita del valore del +390,9%; ma gran parte del risultato deriva dai 47,6 milioni di dollari di «Composition with Large Red Plane, Bluish Gray, Yellow, Black and Blue» (1922), venduto a maggio dello stesso anno da Christie’s. Accanto alla grande opera, grafiche e studi giovanili aggiudicati a cifre decisamente più contenute.

In questo contesto, l’imminente passaggio d’asta di Composition III (1920) da Christie’s a Londra – stimata 20-30 milioni di sterline (fino a 35 milioni di euro) e mai apparsa prima sul mercato – rappresenta un’ulteriore e rara occasione di dare continuità all’artista sul mercato di prima fascia.

In attesa dell’asta dell’asta del 14 ottobre, ecco le cinque opere di Mondrian più preziose mai aggiudicate in asta.