Ero curioso, oltre che di vedere biciclette, componenti, accessori e, soprattutto, le idee portate a Misano, di sentire la voce del mercato.
La voce del mercato non è un comunicato stampa o una dichiarazione ufficiale. Quelle lasciano il tempo che trovano e, spesso, sono fatte non tanto per raccontare la situazione quanto per cercare di dirigerla, indirizzarla. Per questo sentire la voce di chi, con questo mercato, lavora dà sempre qualche indicazione in più.
Tra gli stand del Misano World Circuit, il mercato si è mostrato con una chiarezza che va oltre le parole: nei marchi presenti, nei test bike, nella partecipazione internazionale e nella qualità dei progetti portati dalle aziende.
>>> Lin al video per aggregatori di notizie
È un settore che sta cambiando pelle, proprio come abbiamo raccontato negli ultimi mesi su Cyclinside. Soprattutto ha detto che ci sono tantissimi appassionati che vogliono pedalare. Gli organizzatori hanno dichiarato più di 25 mila test effettuati. Un numero notevole anche considerando il caldo soffocante dei giorni di Misano Adriatico.
Numeri che, assieme ai 65 mila visitatori dichiarati, dicono di un movimento enorme e che continua a crescere. Un dato evidente che si contrappone a un mercato che negli ultimi tempi ha attraversato una fase negativa. Ma le cose stanno cambiando e, per fortuna, inizia a vedersi al di là delle dichiarazioni.

Non è ancora una ripresa, ma qualcosa si muove
Attenzione, però, a non confondere una grande partecipazione con una ripresa automatica delle vendite. Una fiera affollata non significa necessariamente che il mercato sia tornato ai livelli di qualche anno fa. I test non sono vendite e i visitatori non sono fatturato. Sarebbe troppo semplice arrivare a questa conclusione, ma la questione successiva è sempre la stessa: come si fa a parlare di crisi in un settore dove gli appassionati crescono ogni giorno? E a Misano l’impronta è soprattutto sportiva, se si “scende” verso altre tipologie di bici la crescita è molto maggiore.
Qualcosa sta cambiando, anche nell’atteggiamento delle aziende. Saranno quei magazzini che finalmente iniziano a svuotarsi, ma i grandi marchi iniziano a guardare con ottimismo al futuro. Anche la presenza internazionale è sembrata crescere. Abbiamo visto, per la prima volta, colleghi di testate non italiane che non avevamo mai incontrato in questo evento.

Non basta più mettere una bicicletta sul mercato
Negli anni della crescita facile, il problema era spesso quasi opposto: vendere biciclette sembrava relativamente semplice.
Il consumatore è diventato più selettivo. Ha più informazioni, confronta i prodotti, guarda il rapporto tra prezzo e contenuti e, soprattutto, vuole capire perché dovrebbe comprare una bicicletta invece di tenere quella che ha già. Il senso della presenza in fiera è proprio questo: togliersi i dubbi direttamente con i produttori. Chi arrivava negli stand, spesso, aveva già una domanda precisa da porre.
Poi ci sono le novità, quelle che incuriosiscono e finiscono col trovare una collocazione in un problema che non ci si era mai posti. La novità fine a se stessa convince sempre meno.
Il valore torna al centro
È forse questo il segnale più interessante che arriva da IBF. Si torna a cercare il valore. È la cosa più difficile in questo momento. Il valore del “prodotto bici” deve essere ricostruito con pazienza e informazioni chiare in un mercato che lo ha svalutato senza preoccuparsi del futuro nel momento del bisogno.
Attenzione, non necessariamente il valore è inteso come prezzo più alto.
Valore significa quello che il consumatore percepisce di ottenere in cambio di ciò che spende. E qui entrano in gioco anche i piccoli produttori, i telaisti, l’artigianato, le aziende specializzate e tutti quei marchi che non possono competere sulla quantità ma possono farlo sulla qualità del progetto.
L’Area Artigiani italiani, da questo punto di vista, è più di una presenza interessante all’interno della fiera. Dice che il mercato, oltre che in larghezza, può crescere in profondità che è quello cui deve puntare l’Italia fatta di idee e piccoli produttori che realizzano oggetti ben distinguibili e ricercati da tutti.
Anche il pubblico è cambiato
A Misano il pubblico non sembrava essere lì soltanto per guardare e la possibilità di provare ha permesso di osservare le biciclette oltre la scheda tecnica, quindi chiedere e confrontare direttamente seppure per tempi inevitabilmente limitati e nonostante il gran caldo.
foto: IBF 2026 – Alex
Il B2B è forse il segnale più importante
C’è stata anche una interessante presenza professionale. Sempre più negozianti vengono in fiera e il contatto con le aziende diventa fondamentale in un momento di acquisti sempre più verticali. È un tema che seguo da diverso tempo e ci sarà occasione per tornarci su.
Il dato sulla partecipazione professionale e sulla crescente presenza internazionale contenuto nel bilancio di IBF va letto proprio in questa direzione. Il mercato non sembra più quello che abbiamo conosciuto fino a pochi anni fa. E tutto sommato è un bene.
La bicicletta, intanto, continua a funzionare
C’è infine una considerazione che riguarda più la bicicletta che il mercato. I numeri di Misano dicono che la voglia di andare in bicicletta è in aumento. Piuttosto cambia il modo in cui la si utilizza, può cambiare il modo in cui si compra. Può cambiare il tipo di bicicletta che si sceglie. Può cambiare il budget, il momento dell’acquisto e perfino il motivo per cui si decide di pedalare.
Ma la bicicletta continua a generare interesse e a questo punto non si scappa: il mercato deve crescere altrimenti significa che si sta perdendo un’occasione. Non esiste più un unico mercato della bicicletta, ma mercati diversi, esigenze diverse e consumatori diversi.
Poche nuove certezze, ma una direzione c’è: la consapevolezza
IBF 2026 non ci dice di un cambiamento di tendenza del mercato rispetto a quanto visto in altri eventi, non ci sono dati in questo senso, ma qualcosa si sta muovendo.
Dopo mesi difficili, il settore sembra avere ritrovato una maggiore capacità di guardare avanti. Lo fa con più prudenza rispetto al passato, probabilmente anche con meno entusiasmo superficiale, ma con una maggiore attenzione al prodotto e a chi lo deve comprare. È un mercato più maturo e consapevole, che sa che non può più permettersi passi falsi, deve essere convincente.