Per lui 4 gol in 3 gare. Esordì a 17 anni a Bologna, ora Alvini lo coccola: “Gli è scattato qualcosa”
L’esultanza alla pistolero l’ha presa da Piatek, per la cattiveria sottoporta si ispira a Icardi. Antonio Raimondo, però, sta costruendo soprattutto la propria strada. La doppietta di domenica contro il Venezia, seguita a quella che aveva permesso al Frosinone di espugnare il Franchi, lo ha portato al secondo posto nella classifica marcatori, alle spalle soltanto di Donyell Malen (5). Non male per un ragazzo di 22 anni che sta vivendo per la prima volta la Serie A da protagonista.
la visione di sinisa—
Quella strada, Raimondo ha iniziato a costruirla tanto tempo fa. Nato a Ravenna da una famiglia originaria del Cilento — il padre, Pietro, è un finanziere —, ha iniziato con il calcio durante le scuole elementari, tra Russi e Azzurra Ravenna. Poi il passaggio nel settore giovanile del Cesena e, a 14 anni, al Bologna, dove viene scoperto da Daniele Corazza e si mette in luce. Il 16 maggio 2021 vive uno dei momenti più emozionanti della sua vita: in conferenza stampa, Sinisa Mihajlovic annuncia che nelle ultime due giornate di campionato lo farà esordire in Serie A. “Gliel’ho promesso. Mi piace quel ragazzo, ha proprio le movenze da centravanti ed è pure mancino” disse quel giorno il serbo, che il giorno dopo gli concesse due minuti contro il Verona.
il percorso —
Raimondo aveva solo 17 anni allora. Le due stagioni successive le visse nella Primavera del Bologna, poi iniziò il giro di prestiti – che tuttora: con i rossoblù ha un contratto fino al giugno 2028 – per fare esperienza. Prima nove gol in 38 partite alla Ternana, poi il salto in A a Venezia – 9 presenze e meno di 90’ nel girone d’andata – e la seconda parte dell’annata 2024-25 in B a Salerno, infine l’arrivo a Frosinone (qui la fanta-analisi della squadra), con gli 11 gol in 36 partite dello scorso campionato di B, chiuso con la promozione. E ora la partenza in Serie A con il boom, quattro reti nelle prime tre gare. Massimiliano Alvini è l’uomo che, nelle ultime due stagioni, ne sta coltivando il talento. “Antonio è un ragazzo positivo, lavora, ha margini di miglioramento — diceva Alvini domenica, dopo la vittoria —. Gli è scattato qualcosa come succede ai giovani, nel lavoro, nella quotidianità al campo, nel pre e post allenamento, e questo alla fine premia. Può crescere in modo notevole, sta compiendo un percorso è importante. Arriveranno momenti diversi ma nella sua testa e nel mio staff possiamo indirizzarlo nel modo giusto. Prodotto positivo per il calcio italiano, possiamo trarne benefici negli anni”.
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