di
Giulia Taviani
La discussione dopo la pubblicazione dell’«originale» sul profilo di Mercedes. Nella foto Laura Pausini è accanto a Kimi Antonelli, Jannik Sinner e Marco Bezzecchi
«Non mi interessa stabilire se sia giusto o sbagliato ritoccare una fotografia, ma cercare quello che un gesto lascia intravedere oltre la sua evidenza. Quale insegnamento diamo ai giovani se una donna così influente modifica il proprio corpo in una fotografia?». E ancora: «Quale insegnamento diamo loro quando trasformiamo il corpo di una donna in un terreno di giudizio costante? Chiediamo autenticità, ma siamo davvero disposti ad accettarla?».
Sono queste alcune delle domande che Francesca Barra si pone partendo da un caso che negli ultimi giorni ha smosso l’opinione pubblica, soprattutto sui social: la foto (ritoccata) di Laura Pausini con Kimi Antonelli, Jannik Sinner e Marco Bezzecchi. Uno spunto che non vuole giudicare la scelta dell’artista di ritoccare o meno una fotografia – cosa che molte star, e non solo, fanno – quanto capire che reazioni potrebbe suscitare tra gli utenti, soprattutto più giovani. E quanto siamo davvero disposti a fare i conti con le nostre imperfezioni.
Il caso, o almeno la discussione, nasce in seguito a due diverse pubblicazioni. La prima è quella della cantante, che sul suo profilo Instagram pubblica la foto in compagnia degli atleti, la seconda è quella del profilo Mercedes-AMG PETRONAS F1 Team.
Apparentemente sembrano uguali, giusto la luce è diversa (quella di Mercedes è più scura), ma poi si notano altre differenze. Sul suo profilo, Pausini ha condiviso un’immagine ritoccata. La sua figura risulta più asciutta, diversa, a partire dal viso fino ad arrivare alle gambe.
«Non mi interessa stabilire se sia giusto o sbagliato ritoccare una fotografia – chiarisce Barra con un post su Instagram, ricordando come, negli anni, il corpo dell’artista sia stato giudicato, criticato, attenzionato più volte, e noi non possiamo sapere come questi commenti abbiano influito su di lei -. Mi interessa cercare quello che un gesto lascia intravedere oltre la sua evidenza». L’elemento di partenza, infatti, è semplice: l’unicità. La giornalista si chiede: come possiamo chiedere e parlare di unicità, quando è proprio il ritocco il suo primo nemico? «Siamo pronti a rispettarla davvero? Accettando rughe, pancia, cellulite, una smorfia o un dente storto?». Solo qualche anno fa l’attrice Kristen Stewart dichiarava: «Avere un corpo femminile è un atto politico se riesci ad alzarti dal letto la mattina e non odiare te stessa».
Ed è proprio su questo che la sua community si è divisa. Da una parte c’è chi critica l’eccesso di ritocchi nelle foto (anche se «non è la notizia, lo sapevamo tutti e lo facciamo tutti, fa ridere che non si sia accorta che gira ovunque l’originale» sancisce Selvaggia Lucarelli in una storia), e chi la difende ricordando proprio quella costante esposizione ai commenti che negli anni sono stati fatti sul suo corpo.
Un esempio risale all’aprile 2025, quando sotto una foto in costume una fan aveva commentato: «Mi piacerebbe sapere come ha fatto a perdere 20 chili». A quella domanda l’artista aveva risposto spiegando di essere in cura da un dietologo, di aver pesato tutto per cinque mesi senza sgarrare mai. Di aver iniziato a fare ginnastica pesandosi una volta al mese per capire se stava ottenendo i risultati desiderati. Un altro commento quattro mesi dopo: «Come ti senti adesso in costume?», un’altra risposta di Pausini: «Bene, ma adesso rimangio e non me lo metto più».
Ma i commenti sui corpi delle artiste e delle donne in generale non sono una novità, come se venisse chiesto loro di spiegare i cambiamenti fatti, cosa stanno provando e passando. Da Vanessa Incontrada, bersagliata soprattutto dopo la gravidanza, alla cantante Sarah Toscano, vittima di body shaming su TikTok, o Elodie, che durante il suo ultimo tour è stata più volte oggetto di meme per gli outfit scelti. Per non parlare di Ariana Grande, che ha dovuto spiegare con un video come e perché il suo aspetto è cambiato pur di far tacere i commenti. Nel suo caso, addirittura, ha raccontato che quel corpo che i suoi fan credevano perfetto, non lo era davvero, bensì «la versione meno sana» di lei, fatta di «antidepressivi e alcol».
Da qua la domanda su cosa vogliamo insegnare ai giovani continuando a giudicare il corpo altrui, «quando commentiamo peso, forme, età, performance, cambiamenti fisici. Quando godiamo di una caduta, di una foto venuta male, di un’imperfezione» continua la giornalista.
«Mi chiedo sempre quale battaglia stia combattendo la persona che ho davanti – conclude Barra -. Posso discutere ciò che vedo e analizzare le conseguenze, ma non posso sapere ciò che lo ha preceduto e quasto farà sempre la differenza». Se quindi da una parte si chiede al pubblico di smettere di allarmarsi sull’aspetto fisico delle star, a queste ultime si chiede altro, ovvero, ricorda Barra, la coerenza. Soprattutto se la persona interessata è «la prima a esporsi volendo essere un buon esempio».
Anche se la domanda più grande, da fare in primis a noi stessi, rimane, siamo pronti ad accettare il nostro corpo?
8 settembre 2026 ( modifica il 8 settembre 2026 | 16:13)
© RIPRODUZIONE RISERVATA