«Se mi vuoi bene, mandami via» avrebbe detto l’allenatore poi esonerato al ds Paratici. Tra i due anche dissapori sul mercato e sulla vicenda Kean
E’ finita (di nuovo) con uno scontro totale. La Fiorentina infatti, com’era già accaduto in passato sia con Gattuso che con Palladino (col quale era stato stipulato un patto/accordo di riservatezza) è arrivata ad un’altra rottura traumatica col proprio (ex) allenatore. La notizia è destinata a far parecchio discutere e, ovviamente, porterà con sé non poche polemiche. Dopo l’esonero di Fabio Grosso, col quale evidentemente ci son state discussioni parecchio animate, il club sta pensando di intraprendere un’azione disciplinare che sfocerebbe in una causa di lavoro. Una decisione forte, che nasce (secondo le valutazioni della società ovviamente) da una lunga serie di motivazioni. Tra queste: inadempienze di obblighi contrattuali, inadempienze di alcune regole interne, volontà di lasciare il proprio incarico espressa più volte inequivocabilmente. Uno strappo difficile da immaginare soltanto due mesi e mezzo fa, quando Fabio Paratici decise di affidare al mister ex Sassuolo il progetto di ricostruzione (tecnica) della Fiorentina. Non è andata così, con una situazione consumatasi settimana dopo settimana e precipitata prima e dopo la gara col Torino. Già prima del match infatti, secondo quanto filtra dal Viola Park, Grosso aveva manifestato al direttore sportivo la volontà di confrontarsi, per chiarire definitivamente una lunga serie di aspetti dei quali il tecnico si lamentava. E così, una volta conclusi gli impegni con la stampa post ko con i granata, l’allenatore avrebbe sostanzialmente chiesto al ds di esonerarlo. Una frase del tipo: «Se mi vuoi bene, mandami via». A niente, a quel punto, sono valse le rassicurazioni che il diesse gli aveva dato anche dopo le pesanti sconfitte con Roma e Frosinone. Addirittura, sempre stando alla versione della società, Grosso avrebbe fatto sapere che lui (a prescindere dalle decisioni del club) non si sarebbe presentato alla ripresa degli allenamenti. Dall’altra parte, va sottolineato come il tecnico abbia sempre negato di aver fatto passi indietro. «Vale quanto detto in sala stampa», ha ribadito in queste ore, quando aveva detto di «non aver mai pensato alle dimissioni perchè certe decisioni spettano a chi sta sopra di me» . A questo punto starà ovviamente al giudice stabilire quale sia la verità. Di certo, ancora una volta, è finita nel peggior modo possibile.
8 settembre 2026 ( modifica il 8 settembre 2026 | 21:39)
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