Un progetto che ha dato buoni frutti. Letteralmente, perché meloni e angurie sono maturati all’interno dell’Istituto penale per minori di Rovigo grazie all’idea portata avanti dall’Anga di Rovigo, l’Associazione nazionale giovani agricoltori, articolazione giovanile di Confagricoltura, con la collaborazione dell’Istituto agrario Munerati.

Un progetto concreto, dall’alto valore simbolico, come ribadito dal presidente di Confagricoltura Lauro Ballani e dal presidente dell’Anga Enrico Toso: “Una persona può sbagliare – ha detto quest’ultimo – ma non può essere privata della possibilità di costruire il proprio futuro. Noi giovani di Confagricoltura vogliamo farci portatori di una responsabilità sociale in un dialogo con il territorio e dimostrare che l’agricoltura può essere anche una risposta a problemi sociali. E’ stata un’esperienza di crescita anche per noi”.

Ad illustrare i dettagli del progetto dell’orto sociale in carcere è stato il vicepresidente Anga Filippo Grillanda, che non ha nascosto i sentimenti forti nell’entrare dentro al carcere e le difficoltà “tecniche” dovute alle limitazioni, anche alle strumentazioni, necessarie per la sicurezza della struttura: “I tecnici dell’Istituto agrario ci hanno aiutato a gestire questa prova pilota all’interno del cortile, dove sono state messe a dimora piante di melone e angurie. L’impegno dei ragazzi è stato fondamentale, si sono presi cura delle piante annaffiandole due volte al giorno fino ad arrivare ad oggi che stiamo raccogliendo meloni e angurie. Quando esci hai l’amaro in bocca, perché vedi ragazzi così giovani che si sono persi. E’, quindi, un piccolo grande successo poi vedere che siamo riusciti a trasmettere qualcosa e qualcuno si è responsabilizzato grazie a questa prova. E’ stato importante trasmettere loro non solo competenze tecniche, ma anche il senso di responsabilità che la cura di un campo richiede: rispettare i tempi della natura, prendersi cura ogni giorno di ciò che si è seminato, vedere i risultati del proprio impegno. La volontà è quella di riproporre il progetto con qualche coltura autunno vernina come cavolo, radicchio, aglio o cipolla. L’obiettivo è trasmettere competenze e passione”.

La scelta delle colture è stata fatta pensando alla stagione e al fatto che l’istituto non ha una cucina. Ed è stata l’azienda sementiera Rijk Zwaan a mettere a disposizione gratuitamente, 15 piantine di melone e 9 di anguria. “Arrivare a produrre è una soddisfazione per tutti”, ha sottolineato il direttore di Confagricoltura Massimo Chiarelli. Il dirigente scolastico dell’Istituto Viola Marchesini Francesco Lazzarini, ha rimarcato: “Abbiamo subito colto questa opportunità, perché pensiamo che all’interno dell’Ipm la scuola ci deve stare. E’ un ambiente particolare, all’interno del quale ci sono ragazzi che hanno commesso reati gravi e parte del trattamento passa attraverso la scuola. Sono dinamiche non semplici, ma questo è un tassello importante, perché c’è una pedagogia sotto: l’agricoltura insegna ad avere cura, a seminare e ad avere la pazienza di aspettare. Un progetto come questo crea l’occasione di formarsi, di imparare e di avere una seconda occasione nel momento in cui avranno la possibilità di uscire. E, al tempo stesso, libera anche un po’ la città dalle paure di qualcosa che fino a poco tempo fa non si conosceva. E’ un segnale di integrazione forte”.

Hanno portato il proprio saluto ed il plauso all’iniziativa la dirigente della Divisione anticrimine della questura Maria Cristina Finamore e dell’assessore alle Politiche sociali del Comune di Rovigo Dominga Milan, mentre i ringraziamenti sono andati alla direttrice dell’Ipm Roberta Ghidelli e all’onorevole Nadia Romeo che ha dato il proprio sostegno al progetto.