Se ne è andato solo un mese fa lasciando canzoni, ricordi, libri e un patrimonio inestimabile di affetto e riconoscenza tra i suoi fan e tra le persone che lo hanno conosciuto. Ora il suo testamento, come capita spesso ai grandi personaggi, rischia di provocare qualche dissidio famigliare e qualche incomprensione tra le persone che lo hanno amato, se non di trasformarsi in un piccolo giallo. Le ultime disposizioni di Francesco Guccini sono state aperte ieri, come annunciato domenica scorsa sul Corriere di Bologna, davanti al notaio Lorenzo Luca.
L’atto del 2015
Quello di Guccini è un testamento pubblico, redatto più di dieci anni fa, a dicembre del 2015, ed è stato letto davanti a due testimoni. Nello studio del notaio c’era l’unica figlia di Guccini, Teresa, a cui sono andate molti beni del cantautore, ma non la cosa a cui teneva di più per ragioni affettive: la casa di via Paolo Fabbri che il cantautore ha invece lasciato in eredità alla moglie Raffaella Zuccari.
Il valore affettivo del luogo
Inutile ricordare il valore affettivo, simbolico che per tutti gli amanti di Guccini ricopre ancora oggi quella casa, icona di un tempo e di una generazione, il luogo attorno al quale si sono trovati a cantare le sue canzoni centinaia di appassionati, l’indirizzo che ha dato il nome a uno degli album più noti. Teresa è nata dalla lunga relazione con Angela Signorini e in quella casa ha vissuto e quindi è normale che il legame con quell’abitazione per lei sia fortissimo. Chi era presente alla lettura del testamento ha parlato di momenti di tensione.
Il secondo testamento
Ma c’è dell’altro, perché come confermano fonti vicine alla famiglia il notaio avrebbe riferito dell’esistenza di un secondo testamento. «Si tratta di una vicenda che ha una sua delicatezza e una sua natura privatistica — fanno sapere — ma effettivamente sembra che ci sia un secondo testamento successivo al primo». Il problema è che il secondo testamento annulla il precedente.
Ci sono due strade davanti: quella di una lunga e travagliata contesa legale e quella di un accordo, come confida il notaio Lorenzo Luca. «Io non ho ancora pubblicato il testamento che ho aperto oggi — fa sapere — ma di fatto si tratta di un documento vecchio perché a quanto mi risulta c’è un altro testamento depositato dal notaio Luigi Stame, che è successivo».
Un possibile accordo
Insomma le cose potrebbero ancora cambiare e comunque non è escluso che la questione venga ricomposta con un accordo. In via Paolo Fabbri 43 è rimasto ancora un drappo alla maniglia del portone, una bandiera sotto la finestra, «Le parole non bastano ma le tue rimarranno per sempre». Nessun giallo e nessun testamento potrà cancellarle.
9 settembre 2026 ( modifica il 9 settembre 2026 | 08:12)
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