Il primo iPhone pieghevole e il primo lancio dell’era di John Ternus, il nuovo Ceo appena subentrato a Tim Cook: i due punti più attesi dell’evento «Surprise and Shine» di Apple, in programma alle 19 italiane
Il primo iPhone pieghevole e il primo lancio dell’era di John Ternus, il nuovo Ceo appena insediatosi dopo i 15 anni dell’era Tim Cook. Ma anche gli iPhone 18 Pro e Pro Max, nuovi Apple Watch e probabilmente gli AirPods 5: sono queste le novità che Apple dovrebbe presentare stasera durante «Surprise and Shine», l’evento in programma alle 19 ora italiana ad Apple Park (lo seguiremo in diretta da Cupertino e dalla redazione di Milano).
Sarà la prima volta dopo tantissimi anni in cui non sarà Cook, col suo classico «Good morniiing!», a dare il via alle danze allo Steve Jobs Theatre di Cupertino. Ternus non è un personaggio istrionico e non è chiaro il ruolo che si ritaglierà durante il lancio, ma di certo il suo primo appuntamento è importante: dopo anni di dispositivi di successo, ma comunque iterativi, con miglioramenti incrementali, quest’anno Apple si lancia nel nuovo filone dei «foldable phones», gli smartphone con display flessibile. Samsung pratica il genere dal 2019, ma l’arrivo di Apple in questo segmento dovrebbe, secondo gli analisti, far decollare le vendite di quella che è ancora una nicchia.
Per Ternus, ingegnere che fino a poche settimane fa guidava l’hardware dell’azienda, nel suo primo messaggio ai dipendenti ha definito quello di settembre uno «huge launch», un lancio enorme. Fra poche ore scopriremo quanto lo sarà davvero.
Come dovrebbe essere il primo iPhone pieghevole
L’iPhone più atteso sarà molto simile, per forme e dimensioni, al Samsung Galaxy Z Fold8 uscito poche settimane fa, come hanno confermato anche le molte cover, già pronte per i negozi, viste alla fiera Ifa di Berlino, appena conclusa. Una residua percentuale di incertezza resta sul nome: secondo le indiscrezioni più diffuse (e secondo le cover di Ifa) sarà iPhone Ultra. Ma nelle ultime ore è spuntata a confondere le acque l’ipotesi iPhone Duo.
Appena prima dell’evento Apple, le cinesi Huawei e Xiaomi hanno anticipato le loro mosse con due prodotti di fascia altissima: Huawei Mate XT2, un «trifold» che si piega due volte fino a trasformarsi in una sorta di tablet, e Xiaomi 18 Fold, più vicino al formato scelto anche da Apple.
Le anticipazioni descrivono uno smartphone pieghevole «a passaporto», concettualmente vicino ai Fold di Samsung. Da chiuso dovrebbe offrire uno schermo Oled esterno da circa 5,5 pollici, quindi relativamente compatto ma più largo di un classico telefono. Aprendolo comparirebbe invece un pannello interno da circa 7,8 pollici, con proporzioni da vecchia tv (formato 4:3) e dimensioni vicine a quelle di un iPad mini.
Secondo TrendForce, lo schermo interno dovrebbe supportare ProMotion fino a 120 Hz. È uno dei dettagli tecnici per i quali Apple ha atteso che la tecnologia degli schermi pieghevoli raggiungesse un livello di maturità sufficiente. La piega al centro del dispositivo (uno dei punti più criticati di questi dispositivi due-in-uno) dovrebbe essere poco avvertibilie, ma vista la tecnologia attuale dei pannelli flessibili è improbabile che sia del tutto invisibile. A Cupertino avrebbero però lavorato per renderla solida nel tempo, insieme alla cerniera (la durevolezza nel tempo è un altro storico tallone d’Achille degli smartphone pieghevoli).
Aperto il nuovo smartphone sarà spesso appena 4,5 millimetri, chiuso circa 9 millimetri, all’incirca come un telefono standard con una sottile custodia sopra. Le dimensioni estreme obbligheranno alcuni Apple ad alcuni compromessi: ad esempio niente Face ID, sostituito da un Touch ID (impronta digitale) nel pulsante laterale, come già sui foldable di Samsung e alcuni iPad. E sul retro due fotocamere e niente obiettivo zoom: difficile infilare un teleobiettivo in uno spessore molto ridotto (e agli iPhone 18 Pro serve un elemento di differenziazione).
Un iPad mini che entra in tasca
Dove Apple potrà fare la differenza rispetto ai concorrenti però è nel software e quella sarà una delle cose più interessanti da capire. Su Android, visto il limitato controllo che i produttori hanno sul sistema operativo di Google, finora non tutto ha funzionato bene. Certe app si aprono con dimensioni non funzionali al display, il multitasking a più finestre è macchinoso. E complessivamente l’esperienza ha pochi vantaggi rispetto a uno smartphone tradizionale e diversi svantaggi (ingombro, spessore, resistenza nel tempo, immediatezza d’uso). Apple ha ormai quasi un ventennio di esperienza e di raffinamenti dei suoi iOS-iPadOS e il controllo totale del software, oltre che dell’hardware (all’interno ci sarà il chip A20 Pro, lo stesso degli iPhone 18 Pro). Vedremo cosa riuscirà a fare. Un punto delicato sarà Siri AI, la nuova versione «intelligente» dell’assistente, che però sappiamo già che almeno all’inizio non arriverà in italiano e soprattutto non arriverà nell’Ue per le controversie sul Digital Markets Act tra Bruxelles e Cupertino. Se ne riparla (forse) più avanti.
Il prezzo
Il prezzo dell’iPhone Ultra (o Duo) sarà uno dei temi della serata. Le tecnologie dietro ai pieghevoli sono ancora costose e complesse da realizzare. Mettendo insieme la conclamata crisi delle memorie e il fatto che si parli di Apple, avremo listini che secondo le stime partiranno negli Usa tra 2.099 e 2.299 dollari. Aggiungendo Iva e tasse, dalle nostre parti si può ipotizzare di atterrare intorno ai 2.599 euro, anche se i listini sui mercati esteri seguono per Apple logiche non sempre lineari. Le configurazioni con più memoria supereranno di slancio i 3.000 euro, facendone di gran lunga l’iPhone più caro mai venduto da Apple.
iPhone 18 Pro: cambia soprattutto la fotocamera
Il pieghevole ruberà la scena, ma il grosso delle vendite continuerà a passare dagli iPhone tradizionali. Il grande assente, quest’anno, dicono i rumor, sarà l’iPhone «normale». iPhone 18 sarà rinviato a un evento più ridotto nella prima metà del 2027 (insieme forse ad iPhone 18e e alla prossima generazione di iPhone Air).
Per i due Pro non sono attese rivoluzioni estetiche. I quattro colori sono già stati «spoilerati» senza pietà a Ifa dai produttori di cover e accessori. Il più particolare è un melanzana/amarena (Dark Cherry in inglese), affiancato da un azzurro e due classiche varianti del nero e del bianco/argento.
Il progetto dovrebbe rimanere molto vicino a quello degli iPhone 17 Pro, con schermi da 6,3 e 6,9 pollici e una Dynamic Island più piccola. Sotto la scocca arriverebbe il già citato l’A20 Pro, il primo chip per iPhone prodotto con processo a 2 nanometri dalla taiwanese Tsmc. Il salto dovrebbe servire soprattutto a migliorare l’efficienza energetica, oltre alle prestazioni. La novità più interessante sarebbe però nella fotocamera: secondo diverse indiscrezioni, Apple introdurrà per la prima volta un obiettivo con apertura variabile. Il diaframma potrebbe modificare fisicamente la quantità di luce che raggiunge il sensore, avvicinando il funzionamento della fotocamera a quello di una macchina fotografica tradizionale. Un’apertura più ampia permette di raccogliere più luce in condizioni difficili; chiudendo il diaframma, invece, diventa possibile aumentare la profondità di campo e gestire meglio alcune situazioni molto luminose. Una soluzione già adottata, senza particolari rivoluzioni, anche da altri produttori in passato: sarà interessante vedere come Apple la declinerà.
Anche per i Pro i prezzi dovrebbero salire, circa 150-200 dollari in più della precedente declinazione. Il rincaro dei componenti elettronici si fa sentire.
Apple Watch, AirPods e le altre possibili novità
Il resto dell’evento dovrebbe essere più tradizionale. Sono attesi Apple Watch Series 12 e Apple Watch Ultra 4, ma le indiscrezioni non anticipano cambiamenti radicali: si parla soprattutto di nuovi processori, possibili miglioramenti dell’autonomia e qualche evoluzione nelle funzioni dedicate a salute e attività fisica.
Potrebbero arrivare anche gli AirPods 5. Alcuni riferimenti al nuovo modello sono già comparsi nel software Apple e le anticipazioni parlano di un nuovo chip H3, con possibili miglioramenti nella qualità del suono e nella latenza.
Più incerta la presenza del dispositivo per la casa che Apple starebbe sviluppando da tempo: una sorta di HomePod dotato di uno schermo da circa 7 pollici, pensato come centro di controllo per la casa intelligente e soprattutto come vetrina per la nuova Siri basata sull’AI. Il prodotto sarebbe previsto entro la fine dell’anno, ma non è chiaro se Apple abbia deciso di presentarlo già stasera. Lo stesso vale per un possibile aggiornamento di Apple TV e HomePod mini.
Ancora più improbabili, almeno per ora, gli AirPods dotati di fotocamere o sensori visivi destinati a lavorare insieme all’AI. Il progetto esiste secondo diverse indiscrezioni, ma sarebbe destinato a un momento successivo.
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9 settembre 2026
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