In principio era l’argilla

Mazda torna a Venezia per Homo Faber 2026 dopo il suo esordio nel 2024, rafforzando la partnership con la biennale attraverso laboratori, dimostrazioni artigianali dal vivo e una mostra che riunisce design e oggetti realizzati a mano. Nello spazio Mazda, infatti, sono presenti quattro opere che esplorano diverse espressioni del saper fare, dal design automobilistico all’artigianato contemporaneo, fino alla sperimentazione sui materiali. Un modello in argilla della Mazda CX -5 racconta meglio di qualunque parola la genesi (manuale) alla base del design Mazda. Ogni nuova Mazda, infatti, nasce come modello in argilla, perfezionato da modellatori specializzati (i maestri Takumi) che interpretano la visione del designer attraverso il tatto, la capacità di giudizio e continui aggiustamenti, fino a produrre una vera scultura dinamica. L’artista Kuniko Maeda è una delle maestre artigiane. La sua opera Feather II trasforma la carta in una scultura tridimensionale ispirata alla leggerezza e al movimento degli uccelli. La plissettatrice Harumi Sugiura, insieme alla textile designer e specialista in tinture naturali Lise Camoin , ha dato vita alle borse Querluck in cui l’organza di seta è colorata con pigmenti ricavati dai residui dell’industria del sughero. Zephyr, realizzata dalla studentessa dell’École Cantonale d’Art de Lausanne (ECAL) Julianna Probst in collaborazione con Mazda Svizzera, è una scultura cinetica che combina acciaio, seta, vetro, alluminio e colori Mazda.

I materiali per i laboratori di kintsugi e hanko

I materiali per i laboratori di kintsugi e hankocourtesy Mazda