di
Enrica Roddolo
Il funerale con tutti i Reali d’Europa e del mondo atterrati ieri a Oslo. La delegazione italiana guidata dal ministro Giorgetti. Le lacrime di Mette-Marit e dell’erede Ingrid Alexandra, la rosa rossa della regina vedova. In chiesa anche Marius Borg Hojby
L’ultimo addio al «Re anche dei repubblicani», come ha scritto Klassekampen, giornale socialista, ha radunato oggi a Oslo Re e Regine, esponenti della famiglia imperiale del Giappone, principi e principesse.
E il corteo, silenzioso per le vie di Oslo, scandito solo dalla marcia funebre, con la bara di Re Harald seguita dal nuovo sovrano e da tutti i reali d’Europa e molti capi di Stato (compreso Zelensky) e rappresentanti di governo, lancia un segnale forte di unità. In un tempo geopoliticamente difficile.
Funerale di Stato in Norvegia per Re Harald V, scomparso a fine agosto a 89 anni, sarà lutto nazionale fino al 9 ottobre. Dalla cappella di palazzo – dove i norvegesi e i reali del mondo arrivati a Oslo già ieri sera e portati in pulmino al Grand Hotel prima di un ricevimento di benvenuto al palazzo reale, hanno reso omaggio nella camera ardente al sovrano su un catafalco – le spoglie mortali vengono trasferita stamane nella cattedrale.
Quasi mille, 854 secondo la lista del Ministero degli esteri norvegese, gli invitati esteri.
Re Frederik X di Danimarca con la regina Mary sono arrivati invece a bordo del Royal Yacht Dannebrog. William e la principessa Anna sono decollati dalla base Raf di Northolt stamane.
La processione reale è stata guidata dal nuovo sovrano Haakon VIII con la nuova erede Ingrid Alexandra. E con loro, come una settimana fa quando la bara era stata traslata alla cappella palatina, c’è la regina vedova Sonja con la nuova regina Mette-Marit in auto però per non affaticare la regina che aveva già dato forfait per postumi del trapianto di polmone.
La regina vedova Sonja, scendendo dall’auto per le esequie in cattedrale, ha dato la mano alla nuova regina Mette-Marit. Un gesto che lancia un messaggio di fiducia, dopo gli scandali e le tensioni in famiglia.
In cattedrale, Sonja ha deposto una rosa rossa sulla bara del marito che per sposarla, una ragazza borghese, diede battaglia all’establishment pur di avere il permesso di portarla all’altare nel 1968. E spicca la corona di fiori bianchi firmata soltanto Haakon, Mette, Ingrid, Sverre e anche Magnus. Una sola parola Taak, grazie. E una corona a forma di nave, omaggio silenzioso degli amici marinai del Re appassionato di vela.
Il primo a prendere la parola è il presidente del Parlamento Masud Gharahkhani ricordando: «Re Harald ha dato tutto per la Norvegia, siamo profondamente grati per i 35 anni di regno di Harald». «Ma prima di tutto per il modo in cui ha governato», ha dichiarato il Primo Ministro Jonas Gahr Støre, Laburista, nel suo discorso commemorativo. Aggiungendo: «Era un interlocutore davvero unico».
Poi la chitarra e il canto di Åge Aleksandersen e Tuva Syvertsen prima delle voci bianche. Così la chitarra accompagna il brano popolare di Alf Prøysen, Jørgen Hattemaker, che parla di un povero cappellaio che mette a confronto la propria vita con quella di Re Salomone e, nonostante le enormi differenze condividono le stesse condizioni. Poi i vescovi scelgono di non leggere Giovanni 3:16 durante i funerali parte integrante della liturgia funebre, per quelle parole che ammoniscono che coloro che non credono sono perduti.
«L’amore tra il popolo e re Harald non è finito», ha scandito dal pulpito Olav Fykse Tveit nel suo discorso ai funerali nella cattedrale di Oslo. Già un sovrano molto amato che adesso re Haakon VIII dovrà dimostrare di non far rimpiangere.
E infatti fra i banchi c’è il fratello dell’erede al trono il principe Sverre Magnus e la sorella del nuovo re Martha Louise che sposò un anno fa il guru di Hollywood Durek Verrett. E nonostante gli arresti domiciliari ha il permesso di prender parte all’addio a re Harald anche Marius Borg Hojby figlio nato prima delle nozze reali della nuova regina.
Siede fra i banchi – dietro a re Haakon e alla sua famiglia, e davanti a parte della delegazione di reali internazionali. Accanto a lui anche Durek Verrett marito sciamano della principessa Martha Louise.
Reali e sportivi: il Re era olimpionico di vela e nell’ultimo impegno pubblico aveva incontrato la nazionale di calcio dopo la qualificazione migliore di sempre ai Mondiali. E oggi in chiesa ci sono infatti Staale Solbakken e il campione norvegese di sci alpino Aksel Lund Svindal per l’addio al sovrano che è stato il decano dei Re – dopo la scomparsa di Elisabetta II esattamente 4 anni fa, ieri, e dopo l’abdicazione di Margrethe II di Danimarca tre anni fa. Margrethe è anche l’unica assente reale a queste esequie: la sua presenza era stata già confermata ma è stata ricoverata per problemi circolatori nel fine settimana Copenaghen.
Da Buckingham Palace in rappresentanza di re Carlo III, c’è il principe William erede al trono di San Giacomo. E con lui la sorella del Re, la Princess Royal Anna, madrina di battesimo del nuovo re di Norvegia Haakon VIII che ha giurato davanti allo Stortinget pochi giorni fa. I casati d’Europa sono strettamente interconnessi tra loro e la principessa Maud del Galles, discendente della regina imperatrice Vittoria, sposò re Haakon VII.
Reali d’Europa e del mondo e capi di Stato come il presidente Zelensky arrivato ieri sera a Oslo, dove ha incontrato il premier per discutere della guerra con la Russia, con la moglie Olena Zelenska. Il ministro dell’Economia e Finanze Giancarlo Giorgetti guida la delegazione italiana alle esequie.
E c’è anche la famiglia imperiale del Giappone con il principe ereditario Akishino con la consorte Kiko da Tokyo dove il nuovo sovrano di Norvegia Haakon era stato in visita di Stato a giugno quando aveva incontrato l’imperatore Naruhito. Ma aveva dovuto rientrare a Oslo per l’aggravarsi della condizione di salute della consorte Mette Marit e dell’anziano sovrano che oggi dopo le esequie sarà sepolto nella fortezza mausoleo di Akershus.
Presente anche Rania di Giordania, e Anna Maria di Grecia consorte dello scomparso re Costantino. Ma i primi a confermare la loro partecipazione erano stati i reali di Danimarca, re FrederikX e la regina Mary con l’erede il principe Christian, e con loro anche l’anziana regina emerita Margrethe il cui passo indietro a capodanno 2023 aveva sollevato le speculazioni di un’altra abdicazione, quella del re di Norvegia. Che invece rigettò subito l’ipotesi. E se manca Margrethe c’è anche l’anziana sorella la principessa Benedicte.
Per il funerale di Oslo, re Frederik e i reali del Belgio hanno rinviato una visita di Stato e ci sono pure re Filippo e la regina Mathilde del Belgio. E con loro re Carlo XVI Gustavo di Svezia con la regina Silvia e l’erede la principessa Victoria, il principe Carl Philip e la principessa Madeleine con i rispettivi consorti. Oltre ai reali d’Olanda, da Guglielmo Alessandro alla regina Maxima all’erede Catharina Amalia. Insomma tutte le monarchie del Nord – mai così unite come in questi tempi di tensioni internazionali – si ritroveranno a Oslo.
Dal Mediterraneo è arrivato anche il principe Alberto di Monaco con la principessa Charlène – sul Rocher del Principato e su tutti gli edifici pubblici di Monaco oggi la bandiera sventola a mezz’asta in segno di lutto.
E c’è re di Spagna Felipe VI con la regina Letizia accompagnati dalla regina emerita Sofia, e ancora i nuovi granduchi di Lussemburgo: sarà il primo grande evento internazionale per il granduca Guillaume e la granduchessa Stéphanie ma anche il padre Henri: Guillaume è salito al trono dopo la staffetta voluta da Henri giusto un anno fa a ottobre. E c’è il reggente del Liechtenstein, il principe Alois con la principessa Sophie. Oltre ai principi di Serbia e Bulgaria, casati sul trono e casati che una Corona l’hanno perduta.
Un omaggio corale al decano dei Re su un trono d’Europa, che con la sua guida saggia e aperta aveva saputo conquistare un vasto consenso: l’ultimo sondaggio di Norstat dice che il 72% dei norvegesi approvano l’idea di una corona alla guida del Paese.
Nel 1905 quando si sciolse l’unione con la Svezia di Oslo, e Carl di Danimarca fu chiamato a regnare come Haakon VII, un referendum approvò la sua ascesa al trono con il 79% dei consensi. Eppure – lo ricorda l’Economist – il nuovo re deve indossare una corona pesante: «Ha speso anni come reggente mentre il padre era malato ma raccogliere il testimone sarà impegnativo. I suoi scandali di famiglia rendono i “peccadilloes della famiglia reale britannica meno importanti. La nuova regina era amica di Jeffrey Epstein».
Un’amicizia della quale si è pubblicamente pentita ma resta l’ombra. Una settimana fa, Re Haakon VIII ha giurato davanti allo Stortinget in alta uniforme militare, davanti al parlamento monocamerale di Oslo, 169 seggi. Presente il primo ministro Jonas Gahr Store e con lui tutti i ministri a partire da quello delle finanze Jens Stoltenberg. «Giuro che governerò il Regno di Norvegia in accordo con la sua Costituzione e le sue Leggi, mi aiuti Dio, onnipotente e omnisciente».
E nel suo primo discorso tv alla nazione ha promesso di «dare tutto per la Norvegia», come il motto che scelto «e questo vuol dire esser disposti a rischiare tutto, anche la propria vita per l’indipendenza e la libertà della Norvegia». Questa sera, dopo le esequie la famiglia reale comparirà al balcone del palazzo. Un segnale di unità e di nuovo inizio.
9 settembre 2026 ( modifica il 9 settembre 2026 | 14:38)
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