Molti i titoli presentati al Lido: da Partner, Strategia del ragno, a La luna e The Dreamers – I sognatori nel 2003, senza dimenticare gli inizi dietro la macchina da presa con La commare secca, o Accattone diretto da Pier Paolo Pasolini.

E sarà un Festival di Venezia 2026 in cui l’anima e lo spirito di Bertolucci torneranno a volare alti grazie a due momenti: in primis il documentario-fiume, Joie de Vivre, firmato da Luca Guadagnino (435 minuti), co-sceneggiato insieme a Carlo Antonelli, presentato in due parti e pronto a celebrarlo, impreziosito, tra gli altri, da contributi di Martin Scorsese, Jeremy Thomas, David Cronenberg, Alfonso Cuarón e Debra Winger. L’altro sarà la visione di The Echo Chamber (in sala dal 10 settembre): il nuovo lavoro di Andrea Pallaoro, inserito nel Concorso Ufficiale, tratto dall’ultimo soggetto inedito del regista parmense, e che vede anche Ludovica Rampoldi e Ilaria Bernardini alla sceneggiatura.

Bernardo Bertolucci film

Bernardo Bertolucci con Liv Tyler e Roberto Zibetti sul set di “Io ballo da sola”, 1996

©20thCentFox/Courtesy Everett Collection

Ma quali sono le “fotografie” più belle del suo cinema? Ecco la poetica di Bernardo Bertolucci in 5 film immortali.

  1. Ultimo tango a Parigi (1972)
  2. L’ultimo imperatore (1987)
  3. Il tè nel deserto (1990)
  4. Io ballo da sola (1996)
  5. The Dreamers – I sognatori (2003)

#1 – Ultimo tango a Parigi (1972)

Il primo incontro tra il vedovo americano Paul – Marlon Brando (indossa un cappotto cammello d’antologia) e la ventenne Jeanne (Maria Schneider), tra le strade di Parigi: belli e smarriti. L’inizio di una passione (turbolenta), di un film immortale, discusso, divisorio, criticato, censurato, ma ancora d’impatto, da rivedere e sul quale riflettere.