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La vita di Laura Valente è cambiata radicalmente l’8 dicembre 2014, quando il marito Pino Mango è morto improvvisamente a causa di un infarto, a soli 60 anni. Il malore lo colpì mentre si trovava sul palco durante un concerto di beneficenza al Pala Ercole di Policoro, in provincia di Matera. Laura, che all’epoca aveva 51 anni, si ritrovò così vedova e con due figli adolescenti, Filippo e Angelina, da crescere.


APPROFONDIMENTI

La morte del marito

A distanza di anni, raccontando la sua esperienza in un’intervista a Federico Rocca per Vanity Fair, Valente ricorda quanto sia stato difficile affrontare quella perdita.

Dopo la scomparsa del marito e, poco prima, anche quella dei suoi genitori, si sentì completamente sola e dovette imparare a chiedere aiuto. Le emozioni che per tanto tempo aveva espresso attraverso la musica diventarono qualcosa che sentiva il bisogno di comunicare apertamente.I figli

A darle la forza di andare avanti furono soprattutto i suoi figli. Laura ammette che, senza di loro, probabilmente non avrebbe avuto la stessa capacità di reagire. Filippo e Angelina rappresentano infatti il dono più importante che la vita le abbia fatto e oggi li considera due persone meravigliose.

Anche prima della morte di Pino, Laura aveva scelto di allontanarsi dal mondo della musica per dedicarsi alla famiglia. Per molti anni era stata la voce dei Matia Bazar, entrando nel gruppo nel 1990 al posto di Antonella Ruggiero. Cantare era una delle sue più grandi passioni, ma allo stesso tempo richiedeva sacrifici importanti. Quando suo figlio Filippo era ancora piccolo, per esempio, doveva lasciarlo in Basilicata, a Lagonegro, il paese di origine di Pino. Per questo motivo aveva deciso di mettere la famiglia al primo posto.

Oggi, però, guarda a quella scelta con maggiore consapevolezza. Non la considera necessariamente una vittoria e riconosce che, se avesse avuto più fiducia in se stessa, avrebbe forse potuto trovare un equilibrio diverso tra carriera e famiglia. Secondo lei, l’idea che l’amore debba essere necessariamente accompagnato dal sacrificio ha riguardato soprattutto le donne e, con il tempo, è diventata una concezione che sente sempre meno sua.

La musica

Elaborare la morte di Pino è stato un percorso molto lungo. Per anni Laura non riusciva nemmeno ad ascoltare le sue canzoni: quando capitava di sentirne una in un negozio, doveva allontanarsi perché il dolore era ancora troppo forte. Oggi, invece, riesce ad ascoltarle senza quella stessa sofferenza e, in qualche modo, ha la sensazione che attraverso la musica Pino possa ancora parlarle.

Il rapporto con i suoi figli rimane molto profondo. Laura sa di essere stata a volte eccessivamente protettiva, ma oggi pensa che ogni figlio debba avere la possibilità di vivere le proprie esperienze e anche di commettere degli errori. Il fatto che Angelina sia diventata una persona famosa non cambia questo principio: Laura può darle consigli, ma soltanto quando è lei a chiederli.

Cosa fa oggi

Attualmente non sente ancora il desiderio di tornare stabilmente a fare la cantante. Si dedica all’insegnamento della musica e al teatro, anche se non esclude che in futuro possa cambiare idea. Si descrive infatti come una persona molto istintiva, nonostante il suo carattere analitico e riflessivo. Negli ultimi anni ha lavorato molto su se stessa, cercando di conoscersi e comprendersi meglio.

E proprio questo percorso personale le ha permesso di guardare al futuro con una prospettiva nuova. Oggi Laura Valente riesce finalmente a immaginare qualcosa che fino a poco tempo fa le sembrava impossibile: ricominciare, costruire una nuova vita e, soprattutto, tornare a innamorarsi.


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