A 24 anni Natalia Rogantini ha deciso di lasciare la casa dei genitori per trasferirsi in un piccolo borgo della Val Chiavenna, ormai praticamente disabitato e raggiungibile soltanto dopo circa un’ora di cammino dalla strada.


 La sua storia è stata raccontata da Vanity Fair nell’ambito della mostra «Nella natura. Storie di chi ha scelto una vita diversa», dedicata a persone che hanno deciso di cambiare radicalmente il proprio modo di vivere, allontanandosi dai ritmi della città.




Nel borgo dove non vive più nessuno

Natalia ha scelto di abitare nella casa costruita dal bisnonno, il paese era stato progressivamente abbandonato dagli abitanti a partire dagli anni Cinquanta e oggi la musicista è rimasta l’unica persona a viverci stabilmente. Il suo spazio è estremamente ridotto: una stanza di circa due metri per tre dove trovano posto il letto, un lavabo, una piccola cucina e una doccia. Il bagno, invece, si trova al piano inferiore: una scelta che comporta inevitabilmente anche qualche sacrificio e una quotidianità molto diversa da quella della maggior parte delle persone.





Un’ora a piedi per raggiungere la strada

Per arrivare alla strada Natalia deve camminare per circa un’ora, lo stesso percorso deve essere affrontato al ritorno, anche quando deve recarsi al lavoro. La vita quotidiana richiede inoltre di occuparsi personalmente di diverse attività: dalla raccolta della legna nel bosco alla coltivazione, fino alle incombenze domestiche. Ma è proprio questa dimensione più lenta e isolata ad averla convinta a cambiare vita: «Avevo bisogno di silenzio» – dice la ragazza.





La musica parte della sua vita

La scelta di vivere lontano dai centri abitati non ha significato per Natalia rinunciare alla propria attività professionale. La giovane continua infatti a lavorare con la musica, scrivendo e registrando canzoni, cantando, partecipando a festival e dando lezioni. Ha inoltre frequentato la scuola internazionale di musica di Siena, continuando a coltivare la propria professione anche dopo il trasferimento nel borgo.



 

Una vita lontana dalla città

Il paese non è completamente dimenticato, alcune persone che possiedono ancora delle abitazioni nella zona tornano occasionalmente e Natalia mantiene rapporti con vicini e conoscenti. La sua scelta resta però radicale: vivere in un luogo quasi completamente disabitato, immersa nella natura e lontana dai ritmi della città. A 24 anni, Natalia ha così scelto una quotidianità fatta di silenzio, camminate nel bosco e lavoro, trasformando quella che per molti potrebbe sembrare una condizione di isolamento in una precisa scelta di vita.




Ultimo aggiornamento: domenica 13 settembre 2026, 16:46





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