di
Andrea Pasqualetto
La sezione di Verona attacca la Federazione degli ordini: «Peccatori». Il presidente nazionale: ci dissociamo
C’è lo sconcerto della Federazione, c’è l’imbarazzo della Curia e c’è la presidenza nazionale dei medici cattolici che prende nettamente le distanze. A seminare scompiglio in questi giorni di fine estate è una dura lettera inviata dal presidente della sezione veronese dell’Associazione dei medici cattolici italiani, Enrico Tolentinati, e dal suo Consiglio direttivo, ai vertici della Federazione nazionale degli Ordini dei medici e dell’Ordine del Veneto: «Come medici cattolici ci corre obbligo di farvi presente che i tanti peccati da voi commessi sono tutti di tipo “mortale” e pure fra i più gravi, per cui non vi è dubbio alcuno che la vostra anima ben difficilmente si salverà…». Tolentinati, che non ha mai fatto mistero delle sue posizioni no vax, chiede le dimissioni del presidente della Federazione italiana degli ordini, Filippo Anelli, del suo vice Giovanni Leoni, del dg, del segretario nazionale e dei presidenti e dei consiglieri locali.
Si parla di Covid, di vaccini e della gestione dell’emergenza sanitaria. Tolentinati mette sotto accusa le scelte compiute durante la pandemia, dai decreti con cui i governi Conte e Draghi hanno affrontato l’emergenza alla campagna vaccinale. Conclusione: «Si tratta di gravissimi crimini contro l’umanità perpetrati specificamente in Italia dal 2020 a oggi, crimini che hanno avuto la vostra più totale e piena collaborazione, sia attiva, sia omissiva…».
La lettera, articolata in undici fitte pagine e corredata da sei allegati, ha cominciato a circolare anche nelle austere stanze della Curia veronese. Dove nessuno vuole commentare ufficialmente ma molti si dicono sconcertati e non nascondono un certo imbarazzo. Chi aveva provato a manifestare pubblicamente il proprio disappunto è stato fermato per evitare polemiche e legittimazioni. La speranza è che a intervenire sia il livello nazionale dell’Associazione dei medici cattolici.
«La presidenza nazionale si discosta completamente da quanto scritto dal presidente di questa sezione e dal Consiglio direttivo — ha dichiarato al Corriere della Sera Stefano Ojetti, presidente nazionale dei medici cattolici —. Ci siamo incontrati giovedì scorso proprio per discutere del caso. Abbiamo investito della questione il Consiglio di disciplina, che valuterà la situazione».
Quali possono essere le conseguenze? «Teoricamente si può arrivare al commissariamento o alla chiusura della sezione e all’apertura di una nuova. Sentiremo anche le autorità ecclesiastiche locali».
Dall’altra parte, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici, chiamata direttamente in causa dalla sezione cattolica dei veronesi, difende il proprio operato e respinge le accuse. «Siamo assolutamente tranquilli per quanto riguarda la gestione della pandemia e il supporto che abbiamo dato al ministero della Salute e all’Istituto superiore di Sanità — ha commentato il vicepresidente Giovanni Leoni —. La medicina non è una scienza esatta e noi ci siamo trovati a fronteggiare una situazione inedita, con un virus sconosciuto per il quale non c’erano anticorpi. Poi sono arrivati i vaccini, ci sono state delle complicanze, ma sono state fatte miliardi di dosi in tutto il mondo e ne siamo usciti, come per tante altre malattie nel passato».
Liquida con un’alzata di spalle il passaggio sui peccati mortali: «Non perdo neanche tempo a replicare». Leoni ha un auspicio: «Che la verità storica sul Covid resista contro queste interpretazioni che non corrispondono alla realtà dei fatti. Ognuno è libero di esprimere la propria opinione ma le parole che ho letto sono irrispettose di tutti coloro che hanno fatto il proprio lavoro seguendo le indicazioni ufficiali e contribuendo a curare i pazienti, a volte pagando con la vita. Purtroppo mi pare che da tempo spiri un vento negazionista».
14 settembre 2026 ( modifica il 14 settembre 2026 | 23:41)
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