La Commissione europea intende lavorare con il Canada affinché possa diventare il “primo membro associato” dell’Ue. Nel suo discorso sullo stato dell’Unione europea, a Strasburgo, la presidente della commissione Ursula von der Leyen ha di fatto aperto la porta a un’integrazione del Paese nordamericano nell’economia dell’Unione europea. Ma almeno per ora il Canada non diventerà un membro di fatto.

Il contesto 

La mossa di von der Leyen si inserisce in un contesto internazionale difficile per il Canada visto il fallimento dei negoziati commerciali con gli Stati Uniti. Solo una settimana fa c’è stato l’ennesimo capitolo dello scontro, con il presidente Trump che ha deciso di alzare al 50 per cento i dazi su alcuni beni canadesi rispondendo a un’analoga stretta da parte di Ottawa. In passato il capo della Casa Bianca aveva più volte ventilato l’ipotesi di rendere il Canada “il 51esimo Stato americano”, usando la minaccia dei dazi per dimostrare quanto l’economia canadese dipenda da quella statunitense. 

È proprio per contrastare queste pressioni e l’imprevedibilità commerciale di Washington che Ottawa ha iniziato a cercare un’alleanza senza precedenti con l’Unione Europea. Per compensare il progressivo allontanamento dal partner storico nordamericano, il premier canadese Mark Carney ha già avviato nelle scorse settimane colloqui riservati con i principali leader europei. La sua presenza alla plenaria di Strasburgo come “ospite d’onore” non era certo casuale.

L’invito di von der Leyen

“Dobbiamo ripensare con urgenza i nostri partenariati” ha detto von der Leyen rivolgendosi proprio a Carney. “Vorrei quindi lavorare con voi per aprire la strada affinché il Canada diventi il primo membro associato dell’Ue. Condividiamo un oceano, dei valori e una visione del mondo. E ora costruiremo insieme anche il nostro futuro comune”.

“Caro Mark, l’Europa e il Canada credono nella democrazia” ha aggiunto. “Crediamo che il potere non appartenga al più forte, al più ricco o a chi grida più forte, ma a tutti noi. Che le democrazie abbiano la libertà di scegliere con chi lavorare”.

Cosa vuol dire “membro associato” dell’Ue

Lo status di “membro associato” dal punto di vista formale non esiste, dunque sul tema non si possono fare che illazioni. L’espressione di von der Leyen sembra far riferimento a un’ipotesi di cooperazione molto stretta, basata su accordi commerciali e sull’adesione a valori comuni. Un programma di libero scambio, il Ceta, esiste già, ma con la nuova accelerazione impressa da Carney e von der Leyen i rapporti tra le due economie potrebbero diventare più stretti. 

Von der Leyen ha elencato le priorità dell’intesa: manifattura avanzata, tecnologia, difesa, Artico, energia, minerali critici, batterie, intelligenza artificiale, informatica quantistica, sicurezza informatica e sicurezza economica. Secondo Euronews Ottawa sarebbe già in trattative con Bruxelles per aderire al programma di scambio Erasmus+, ai finanziamenti per la ricerca di Horizon Europe e al riconoscimento reciproco delle qualifiche dei lavoratori. 

In ogni caso lo status di “membro associato” non è ancora chiaro. L’Ue intrattiene già degli accordi di collaborazione con Paesi terzi come Norvegia e Svizzera (che però non hanno diritto di parola sulla legislazione europea), ma le parole di von der Leyen sembrano alludere a un’integrazione ancora più profonda.