di
Gennaro Scala
La sanzione dopo lo sfogo dopo il ko con Rybakina in finale allo Us Open. Stangata anche a Darderi (10.000). Graziate le sorelle Williams che hanno disertato la conferenza stampa
Il bilancio disciplinare degli Us Open 2026 si chiude con un bollettino pesante: 112.500 dollari di multe complessive per 20 violazioni del codice di condotta. Tra racchette frantumate, insulti e ritiri sospetti, gli organizzatori hanno usato il pugno di ferro. La firma più illustre sul registro dei cattivi è quella di Aryna Sabalenka.
La bielorussa, scivolata al numero 2 del ranking mondiale dopo la sconfitta in finale contro Elena Rybakina, ha pagato carissimo i nervi tesi del post-partita. Per lei 7.500 dollari di sanzione, decurtati direttamente dal prize money, a causa di quel gesto di stizza sull’Arthur Ashe — la racchetta spaccata sul cemento — seguito da un’imprecazione ravvicinata a favore di telecamera. Tecnicamente si tratta di «abuso di racchetta o attrezzatura». La stangata più severa del torneo è toccata però alla diciannovenne argentina Luisina Giovannini. Durante le qualificazioni, la giovane tennista si è ritirata dopo appena 17 minuti di gioco, sotto 5-0 contro l’azzurra Lucia Bronzetti. Un forfait giudicato inaccettabile dall’Usta, che ha ritenuto la prestazione «non all’altezza degli standard professionali» e le ha inflitto 20.000 dollari di multa.
Nella lista dei puniti figurano anche il recidivo francese Corentin Moutet (15.000 dollari) e l’italiano Luciano Darderi, sanzionato con 10.000 dollari per due diverse infrazioni. Il rigore dei giudici americani si è tuttavia sciolto davanti al blasone. Il caso del torneo riguarda infatti Venus e Serena Williams, tornate in campo in doppio e sconfitte dalla coppia formata da Hao-Ching Chan e Maya Joint. Le sorelle del tennis hanno deciso di disertare la conferenza stampa obbligatoria senza fornire alcuna spiegazione. Regolamento alla mano, il silenzio sarebbe dovuto costare 50.000 dollari a testa. L’Usta ha invece preferito voltarsi dall’altra parte, chiudendo un occhio e sollevando una bufera di critiche.
15 settembre 2026 ( modifica il 15 settembre 2026 | 19:01)
© RIPRODUZIONE RISERVATA